Cronaca Mondo

Starbucks contro Trump: assumerà 10mila rifugiati nel mondo

Starbucks contro Trump: assumerà 10mila rifugiati nel mondo

Starbucks contro Trump: assumerà 10mila rifugiati nel mondo

ROMA – Starbucks contro Trump: assumerà 10mila rifugiati nel mondo. “Non rimarremo a guardare”, aveva promesso il presidente di Starbucks di fronte al controverso annuncio del bando di tre mesi dell’amministrazione Trump ai rifugiati e ai migranti di sette paesi islamici. E’ stato di parola Howard Schultz, democratico convinto e sostenitore di Obama: la più grande catena di caffetterie al mondo assumerà 10mila rifugiati nei prossimi cinque anni.

Provenire da Iraq, Iran, Yemen, Libia, Sudan, Somalia e Siria, insomma, sarà un titolo di merito. Priorità nelle assunzioni sarà concessa ai lavoratori che hanno affiancato l’esercito come traduttori o personale di supporto.

“Vi scrivo oggi con grande preoccupazione, il cuore pesante e una ferma promessa – si legge nella lettera scritta ai dipendenti – noi non rimarremo a guardare, non rimarremo in silenzio mentre l’incertezza sulle iniziative della nuova amministrazione cresce ogni giorno che passa […] Ci sono più di 65 milioni di cittadini del mondo riconosciuti come rifugiati dalle Nazioni unite e noi stiamo definendo piani per assumerne 10.000 nei prossimi cinque anni nei 75 paesi del mondo dove è presente Starbucks. E inizieremo qui negli Stati Uniti, concentrandoci inizialmente su questi individui che hanno servito le truppe Usa come interpreti e personale di supporto nei diversi paesi dove il nostro esercito ha chiesto sostegno”.

Schultz, che alle elezioni presidenziali era schierato dalla parte di Hillary Clinton, nella sua lettera ha anche preso di mira altre iniziative politiche del presidente Trump, come le misure contro la riforma sanitaria definita Obamacare, e ha tra l’altro affermato che Starbucks sosterrà i coltivatori di caffè messicani.    “Sto ascoltando l’allarme – ha scritto ancora Schultz – che voi tutti state sollevando per la civiltà e i diritti umani che finora davamo per garantiti e che sono sotto attacco”.

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