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Sudafrica, bimbo difende mamma da violenza ma viene ucciso

ROMA – Ha cercato con coraggio di proteggere la mamma da uno stupro ma ha pagato con la vita. Succede in Sudafrica, protagonista di questa triste storia di violenza il piccolo Garesape Kutlwano. La vicenda la racconta il Mattino:

Si è messo tra la sua mamma e quell’uomo che voleva farle del male: si è lanciato contro Teselo Dikole, 32 anni, e ha iniziato a tempestarlo di pugni. Non ha fatto caso alla sua stazza, non ha guardato la sua altezza. Voleva solo aiutare la madre che era stata aggredita sotto gli occhi dei suoi due bambini. Ma Garesape Kutlwano aveva solo 6 anni, troppo pochi, mentre l’uomo che aveva sbarrato loro la strada era una persona senza scrupoli, di una crudeltà tale da scagliarsi su di lui e ucciderlo.È successo in Sud Africa dove la donna, Segomotso Kutlwano, 42 anni, come ogni mattina, stava portando i figli, Garesape e Thabiso, a scuola. Stavano quasi per arrivare quando si è accorta di quell’uomo che aveva accelerato il passo e li stava seguendo a distanza ravvicinata, in quella zona rurale di Jan Kempdorp a nord di Kimberley. «Ho sentito qualcuno che mi afferrava per le spalle, tirandomi per lo zainetto – ha raccontato Segomotso – Thabiso, mio figlio più grande, ha iniziato a urlare che quell’uomo aveva una bottiglia rotta in mano.

A quel punto Kutlwano si è lanciato contro l’aggressore: ha iniziato a dargli calci e pugni gridando di lasciarmi andare. Nel frattempo ho sentito che quell’uomo aveva alzato la mia gonna e mi stava palpeggiando: in quel secondo ho realizzato che stava per violentarmi davanti ai miei bambini. Kutlwano è riuscito a spingerlo via e a quel punto ho capito che mio figlio era diventato il suo obiettivo: ho freneticamente cercato un’arma da usare contro di lui, ma non sono riuscita a trovare nulla. A quel punto l’ho visto strangolare mio figlio, poi ha iniziato a colpirlo con la bottiglia rotta.

Kutlwano piangeva, urlava il mio nome e cercava di difendersi. Io mi sentivo impotente e sono corsa sulla strada principale per chiedere aiuto. Quando un gruppo di uomini è arrivato per aiutarci, l’aggressore ha preso in braccio il mio bambino ed è fuggito via: lo ha abbandonato vicino alle rotaie. L’ho seguito per raggiungere Kutlwano: era ancora vivo, l’ho stretto al mio petto, ma lui era ferito a morte. Mi chiamava e ha steso la sua mano verso il fratello. Mi ha chiesto di baciarlo e io l’ho coccolato fino all’ultimo respiro». L’assassino è stato arrestato dopo una caccia all’uomo da parte delle forze dell’ordine. Olebogeng Tawana, portavoce della polizia, ha riferito che Teselo Dikole comparirà davanti ai giudici nei prossimi giorni per rispondere di omicidio e tentato stupro. E Segomotso sarà lì, a chiedere giustizia per il suo bambino, anche se nessuno le potrà restituire gli occhi scintillanti e il sorriso del suo piccolo eroe.


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