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“Elvis Express”: Presley avrebbe 79 anni. 300 sosia in treno

Parrucche con ciuffo e basette, tute attillate e tante chitarre. Sono i 300 passeggeri - sosia e devoti di Elvis Presley - del treno (tutto esaurito) "Elvis Express", partito giovedi dalla stazione centrale di Sydney per un viaggio di sette ore verso il Parkes Elvis Festival nell'entroterra del New South Wales.

AUSTRALIA, SYDNEY – “Elivs Express”, con 300 fan di Elvis Presley a bordo, è partito, diretto al Festival che da 23 anni si tiene in Australia per ricordare il compleanno di Elvis Presley, che quest’anno ne avrebbe compiuti 79.

Il treno (tutto esaurito) “Elvis Express”, è partito giovedi 7 gennaio dalla stazione centrale di Sydney per un viaggio di sette ore verso il Parkes Elvis Festival nell’entroterra del New South Wales, in Australia.

Parrucche con ciuffo e basette, tute attillate e tante chitarre: così sono vestiti i 300 passeggeri – sosia e devoti di Elvis Presley – imbarcati sul treno.

A Parkes ha preso il via mercoledi, nel 79/o compleanno della rockstar, la 23/a edizione del Parkes Elvis Festival, che attrae oltre 20 mila fan da tutta l’Australia, più che raddoppiando la popolazione del tranquillo centro agricolo.

Il Parkes Elvis Festival prosegue fino al 12 gennaio con un fitto programma di concerti di
omaggio, gare di impersonatori, un servizio gospel, ‘arte commestibile’ con le sembianze del King, e una mostra di auto d’epoca. Oltre a innumerevoli artisti di strada.

Particolarmente soddisfatto per l’economia di Parkes il sindaco Ken Keith, che ha accoglierà alla stazione l’Elvis Express. “Il festival genera quasi 10 milioni di dollari australiani (6,7 milioni di euro, ndr) di entrate di turismo per Parkes e le regioni circostanti – ha detto – E tutti si divertono, in un’atmosfera di allegria e di amicizia”.

Elvis Aaron Presley, si legge su Wikipedia, nacque a (Tupelo, Mississippi) il giorno 8 gennaio 1935 (e morì a Memphis (Tennessee) il 16 agosto 1977).

È stato uno dei più celebri cantanti di tutti i tempi, fonte di ispirazione per molti musicisti e interpreti di rock and roll e rockabilly,tanto da meritarsi l’appellativo de il Re del Rock and Roll o più semplicemente The King (il Re in lingua italiana). La sua presenza scenica e la particolare mimica con cui accompagnava le sue esibizioni, ha esercitato una notevole influenza sulla cultura statunitense e mondiale. In particolare, i caratteristici movimenti oscillatori e rotatori del bacino, oltre che destare scandalo tra i benpensanti dell’epoca, poiché ai loro occhi essi richiamavano le movenze tipiche dell’amplesso, gli procurarono l’altro particolare appellativo, ossia “Elvis The Pelvis” (Elvis il bacino), anche se egli stesso non amava molto questo soprannome, come più volte ammise durante le rare interviste che concesse durante i primi anni della sua carriera artistica.

Musicalmente, l’attività che ha svolto nel corso di in un arco temporale comprendente più di un ventennio ed è stata poliedrica e multiforme, poiché la sua notevole (quantitativamente parlando) produzione discografica, la sua intensa attività concertistica e i suoi molteplici interessi hanno spaziato da quel particolare genere musicale definito rock and roll (ossia la forma di espressione musicale della quale, complice il periodo storico durante il quale egli iniziò la sua attività canora, è solitamente considerato uno dei principali artefici e l’idolo indiscusso) ai generi rhythm and blues, country and western, gospel, spiritual, traditional, melodico e pop, quest’ultimo inteso nel senso più ampio del termine.

In Italia fu fonte di ispirazione per cantanti quali Adriano Celentano, Little Tony e Bobby Solo, in Francia per Johnny Hallyday e in Inghilterra per Billy Fury.

Il suo decesso avvenne in circostanze mai completamente chiarite il 16 agosto del 1977 e a partire da quella data si è ulteriormente intensificato un fenomeno già largamente in auge quando era ancora in vita, facendo in modo che Presley divenisse un vero e proprio oggetto di culto e di venerazione per molti dei suoi fan.