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Terremoto 7.1 a Città del Messico: oltre 200 morti. Ma le vittime potrebbero essere migliaia

CITTA’ DEL MESSICO – Almeno 217 persone sono morte a causa del terremoto di magnitudo 7.1 che ha colpito il Messico martedì 19 settembre. Nello stato di Morelos hanno perso la vita 55 persone, 49 a Città del Messico, 32 a Puebla, 10 nello stato del Messico e tre in quello di Guerrero. Tra le vittime ci sono anche una ventina di bambini e due adulti morti nel crollo della scuola a Città del Messico. A riferirlo è stato il presidente messicano, Enrique Pena Nieto, che nella notte ha visitato il collegio ‘Enrique Rebasamen’ della capitale. “Sfortunatamente sono morti dei bambini. Sono stati trovati 22 corpi”, due dei quali di “adulti”, ha detto il presidente, ricordando d’altra parte che ci sono 30 bambini e otto adulti “dispersi”.

Martedì 19 settembre, intorno alle 13 locali (le 20 in Italia) la terra è tornata a tremare, una prima volta con una magnitudo pari a 6.8 gradi Richter, poi 12 secondi dopo con una seconda scossa di magnitudo 7.1, nella scia del terremoto dello scorso 7 settembre che aveva avuto un’intensità ancora superiore (8.2) e un bilancio di cento morti.

Il terremoto ha colpito il Messico centrale. Ha fatto danni su una superficie di centinaia di chilometri quadrati. Sono crollate case e ponti. Migliaia sono le persone uscite in strada urlando di terrore, nel timore del crollo della propria abitazione o del proprio luogo di lavoro.

Al calar della notte, le autorità hanno laciato un appello, chiedendo agli abitanti delle zone meno colpite di cedere le proprie pile e lanterne ai soccorritori perché potessero continuare ascavare al buio.

Alle 2 di notte di mercoledì 20 settembre (ora italiana) il bilancio provvisorio parla di almeno 149 morti in tutto il paese, con quattro milioni di persone al buio a causa dei black out elettrici. L’epicentro è stato registrato a 12 chilometri a sudest di Axochiapan, nello stato di Morelos, circa 160 chilometri dalla capitale messicana. Ma le vittime sembrano destinate tragicamente ad aumentare. Fin da subito si è capita infatti la gravità della scossa, avvenuta ad una cinquantina di chilometri di profondità. E non solo per il terrore che ha fatto scendere in strada migliaia di abitanti della megalopoli dove vivono venti milioni di persone.

Nello Stato di Morelos si parla di almeno 42 morti, mentre almeno cinque sono registrati a Puebla. Tra loro due donne sui 30 anni, che hanno perso la vita nel crollo di una parte della facciata di un edificio nel centro storico della città. Le due donne stavano camminando vicino alla cattedrale. Anche un uomo e una donna sono morti per il crollo di parti di edifici.

Almeno 27 edifici a Città del Messico sono crollati, ben 12 in centro, uno dei quali nel quartiere centrale di Condesa. “Ho visto cadere il palazzo, è molto alto, c’è molta gente dentro, non capisco perché non arrivino aiuti”, ha detto alla tv messicana una donna che vive davanti all’edificio mentre gente comune si affrettava a rimuovere le macerie. Ma ovunque in città le immagini delle televisioni documentano danni e crolli con colonne di fumo che si alzano sulla capitale. Il potente sisma si è verificato nel giorno in cui nella capitale era in programma un’esercitazione antisismica in occasione del 32 esimo anniversario del devastante terremoto del 1985 che causò migliaia di morti. E dopo che la popolazione era già stremata per lo sciame sismico innescato dalla scossa dello scorso 7 settembre, anche se esperti locali non confermano che tra i due sismi ci sia un collegamento.

Il terremoto è stata avvertito chiaramente non solo a Città del Messico – dove il traffico aereo verso l’aeroporto internazionale è stato bloccato – ma anche, tra l’altro, a Oaxaca, uno dei tre stati più colpiti dalla scossa di qualche giorno fa. Secondo il ministro dell’Interno dello Stato di Puebla, Diodoro Carrasco, i campanili di alcune chiese sono crollati nella località di Cholula, famosa per le sue molte chiese. Il terremoto ha provocato ingenti danni anche alla città storica di Cuernavaca, capitale dello Stato di Morelos, a sud di Città del Messico. Secondo la rete tv Excelsior, tra i monumenti danneggiati, il palazzo delle Cortes, la cattedrale, il palazzo del Governo. Danni anche all’autostrada che collega Cuernavaca a Città del Messico.

Il sindaco di Città del Messico ha detto che ci sono informazioni su persone intrappolate in edifici crollati dopo il terremoto. Il sisma ha provocato una profonda crepa in una tribuna dello stadio ‘Azteca’ della capitale, tra i più importanti dell’America Latina. La protezione civile locale si è messa al lavoro per salvare i piccoli all’interno della scuola Enrique Rebsamen, nella zona di Coyoacan, completamente crollata per il terremoto. “Per favore, silenzio! Stiamo lavorando per salvare i piccoli!”, questo il grido dei responsabili della protezione civile messicana mentre, circondati dalla folla, tentavano di trarre in salvo bambini rimasti sepolti sotto le macerie. I media locali hanno trasmesso in diretta dall’esterno della scuola. Almeno uno dei piccoli è stato tratto in salvo ma non si sa ancora quanti altri siano ancora intrappolati sotto le macerie.

A causa del terremoto diverse persone sono rimaste intrappolate in un’officina auto nel quartiere Presidente Ejidales. testimoni raccontano all’agenzia Ansa che i “volontari stanno cercando di soccorrere le persone intrappolate dentro lo stabile di due piani: il primo è crollato sul secondo”, hanno precisato, sottolineando che nella zona c’è caos anche a causa delle fughe di gas, per cui la polizia chiede ai residenti di allontanarsi. “C’è inoltre molta paura per le repliche, questo è un terremoto che in città si è sentito persino più forte di quello del 1985″.

Su YouTube la gente in strada che fugge spaventata. Altri video qui e qui (foto Ansa).

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