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Terremoto, come salvarsi: la teoria del “triangolo della vita” di Doug Copp

ROMA – Una teoria, che però non ha ancora ottenuto il placet della comunità scientifica, in questi giorni di terremoto sta tornando di attualità. A teorizzare il “Triangolo della vita” è stato Doug Copp, che tra le altre cose è stato anche il capo della squadra americana internazionale di salvataggio.

Intervistato dal sito Emergency Live, Copp ha spiegato cosa secondo lui bisognerebbe fare per salvarsi dal terremoto.

“Quando gli edifici crollano, il peso dei soffitti che crollano sugli oggetti o sui mobili all’interno schiaccia questi oggetti, lasciando uno spazio o un vuoto accanto ad essi. Questo spazio è ciò che io definisco “il triangolo della vita”. Più è grande l’oggetto, più è forte, meno si compatterà. Meno l’oggetto si compatta, più è grande il vuoto accanto ad esso e più grande la probabilità che la persona che utilizzi questo vuoto per la propria sicurezza non sia ferita”.

Una delle teorie più comuni per mettersi al riparo da eventuali crolli è accovacciarsi sotto un tavolo. Secondo Copp è un grave errore:

“Chi semplicemente si china, si accovaccia e si ripara sotto qualcosa quando gli edifici crollano, viene schiacciato e quasi sempre ucciso. Gatti, cani e bambini piccoli spesso si raggomitolano spontaneamente in posizione fetale. Anche voi dovreste fare altrettanto in caso di terremoto. È un naturale istinto di sopravvivenza. Potete sopravvivere in un piccolo spazio vuoto. State vicini a un divano, a un oggetto voluminoso, che si comprima un po’, ma lasci un vuoto accanto a sé”.

“Se ci si trova a letto durante un terremoto”, spiega ancora Copp,

“la cosa migliore da fare sarebbe rotolare giù e senza infilarvi sotto restate accanto al letto. Lì si dovrebbe creare una sorta di vuoto dove potersi salvare la vita. Lo stesso si potrebbe fare con un divano o una poltrona. In sostanza, quando una trave cade, poiché questo non si schiaccia del tutto, lascia una sorta di zona d’aria al suo fianco all’interno della quale l’uomo può trovare rifugio”.

“Le vittime del terremoto di San Francisco – spiega ancora – rimasero tutte dentro i propri autoveicoli. Sono morti tutti. Sarebbero potuti facilmente sopravvivere uscendo e accovacciandosi o sdraiandosi accanto ai loro veicoli. Tutte le auto schiacciate ebbero dei vuoti alti circa 1,5 m. accanto ad esse, ad eccezione delle auto su cui caddero direttamente delle colonne portanti di sostegno. Ho scoperto, mentre strisciavo all’interno di una redazione giornalistica e di altri uffici dentro i quali c’era molta carta, che questa non si compatta. Si sono trovati grandi vuoti intorno alle cataste di carta”.

La teoria del triangolo della vita è stata però criticata dalla Croce Rossa Americana e la United States Geological Survey che la ritengono una “idea sbagliata” non in linea con le nuove tecniche costruttive degli ultimi anni.


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