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Terremoto violento tra Iraq e Iran: oltre 400 morti. Sentito da Israele al Pakistan

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Violento terremoto di magnitudo 7.2 tra Iran e Iraq

BAGHDAD – Si aggrava di ora in ora il bilancio del terremoto che domenica sera, 12 novembre, ha colpito il confine tra Iran e Iraq. I morti sarebbero oltre 407, i feriti più di 5.340 Nella Repubblica islamica il maggior numero di vittime, mentre nel Kurdistan iracheno il bilancio è di 11 morti.

La forte scossa, di magnitudo 7.2, ha avuto epicentro in territorio iracheno, nella provincia curda di Sulaymaniyya, a una profondità di quasi 40 km. Così violenta da essere avvertita in tutta la regione, da Israele fino al Pakistan, passando per la Turchia, gli Emirati Arabi uniti, il Kuwait, il Libano. Subito dopo la scossa, i social network di tutti questi Paesi sono stati invasi da video con scene di panico, con la gente che si è riversata nelle strade in preda al terrore.

L’Unità di crisi della Farnesina è sin dai primi momenti al lavoro per verificare l’eventuale presenza di italiani nell’area. Su Twitter si “ricorda il numero della sala operativa dell’Unità di crisi, attiva h24: +390636225”, per raccogliere segnalazioni e richieste di assistenza da parte di eventuali connazionali coinvolti. Quattordici le province iraniane colpite dal sisma.

La corrente elettrica è saltata nelle città di Mehran e Ilam, nell’ovest dell’Iran, 35 le squadre di soccorritori al lavoro. Tra le cittadine più colpite quella di Ghasr-e Shirin, appena al di là del confine con l’Iraq, dove si sono registrate le prime vittime. “Alcuni feriti potrebbero essere intrappolati sotto le macerie a Ghasr-e Shirin”, ha avvertito il capo dell’organizzazione iraniana per la gestione dei disastri, Esmail Najar. In Iraq si contano invece almeno quattro vittime a Darbandikhan, nella provincia di Sulaymaniyya, riferisce la tv curdo-irachena Rudaw, secondo cui, poco prima del sisma, la stessa zona era stata colpita da una prima scossa di magnitudo 4.5. Decine di feriti sono stati trasportati negli ospedali della provincia, altri sono stati soccorsi in quello di Erbil, il capoluogo del Kurdistan iracheno.

“Non ci sono notizie precise a causa nel numero crescente di feriti. Alcune case sono crollate, non sappiamo se vi fossero persone all’interno”, ha detto il sindaco di Darbandikhan, Nasih Mala Hassan. Con un appello diffuso dalla televisione di stato, l’Ente meteorologico dell’Iraq ha invitato la popolazione a non rientrare nelle case e a stare lontani dagli edifici.

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