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Terremoto Messico, bimbi sepolti nella scuola. Una prova a salvarsi con WhatsApp

Terremoto Messico, bimbi sepolti nella scuola. Una prova a salvarsi con WhatsApp

Terremoto Messico, bimbi sepolti nella scuola. Una prova a salvarsi con WhatsApp

CITTA’ DEL MESSICO – Questa volta il terremoto che ha colpito il Messico è stato ancora più potente e fa apparire quello di dodici giorni fa come un avvertimento. Al momento i morti sono oltre duecento, ma secondo la United States Geological Survey (Usgs), l’agenzia scientifica del governo americano per il territorio, il bilancio potrebbe arrivare a mille vittime. E tra loro ci sono anche molti bambini, come i trentadue rimasti sepolti sotto le macerie della loro scuola, il collegio Enrique Rebasamen di Città del Messico. 

Proprio la capitale è stata una delle zone più colpite dalla scossa di magnitudo 7.1 della scala Richter ha fatto tremare il Paese mentre si ricordava l’anniversario del sisma del 1985 che provocò seimila morti. Qui, a Città del Messico, si concentra la metà delle vittime, mentre altre decine sono nello Stato di Morelos, nello Stato di Puebla, nello Stato del Messico, in quello di Guerrero e in quello di Oaxaca.

Gran parte del Paese si trova adesso senza luce e gas, che è stato tolto anche per evitare fughe e incendi. “Il 40% di Città del Messico e il 60% dello Stato di Morelos è senza elettricità”, ha detto in un messaggio al Paese il presidente, Enrique Pena Nieto, precisando che a causa del terremoto “sfortunatamente diverse persone hanno perso la vita, inclusi bambine e bambini in scuole, edifici e abitazioni”.

Sono almeno 26 i piccoli morti, insieme a quattro maestre, nel crollo del collegio Enrique Rebasamen della capitale. Quattro sono stati tratti in salvo, ma sotto le macerie potrebbero esserci altri ragazzini. Una piccola di sei anni, rimasta intrappolata sotto i detriti, è riuscita a entrare in contatto via Whatsapp con i soccorritori. Ma i dispersi potrebbero essere ancora decine solo nella scuola.

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