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Terremoto Messico, non c’è nessuna Frida da salvare sotto macerie della scuola: “E’ un adulto”

Terremoto Messico, non c'è nessuna Frida da salvare sotto macerie della scuola: "E' un adulto"

Foto Ansa

CITTA’ DEL MESSICO – Non c’è nessuna bambina chiamata Frida, o Frida Sofia, intrappolata nella scuola ‘Enrique Rebsamen’ di Città del Messico: a precisarlo è stata una fonte ufficiale, sottolineando che forse chi si trova imprigionato sotto le macerie dello stabile è “un adulto”.

Incontrando la stampa, il sottosegretario per la Marina, Angel Enrique Sarmiento, ha così posto fine ad una vicenda che con il passare delle ore era diventato un mistero: fin da mercoledì 20 settembre si era parlato di una bambina che aveva dato segni di vita e che si trovava imprigionata all’interno del collegio. Se vi è un sopravvissuto si tratterebbe di una persona adulta, forse un’impiegata della scuola: “Ci sono tracce di sangue e fotografie, come se si fosse trascinato, probabilmente è una persona ancora in vita”, ha aggiunto Sarmiento. “Non siamo mai stati a conoscenza di tale versione”, ha puntualizzato riferendosi al ‘caso Frida’ e indicando che tutti i bambini del collegio sono stati identificati.

Sarmiento ha inoltre sottolineato che secondo i dati “della Segreteria di Istruzione, ma anche sulla base di quanto detto dagli insegnanti”, nessuna delle bambine della scuola si chiama Frida: “Siamo sicuri che non è mai stato una realtà”, ha puntualizzato, precisando che non avrebbe risposto alle domande dei cronisti. In totale, sono 11 i bambini tratti in salvo. Nel crollo subito dopo il terremoto hanno perso la vita 19 piccoli e sei adulti.

La dichiarazione di Sarmiento è giunta al termine di una giornata drammatica nel paese, con al centro proprio i tentativi da parte dei soccorritori e dei volontari di salvare la vita a chi rimane intrappolato sotto le macerie. Tra i casi al centro dell’attenzione c’è quello di Erik Gaona, un ragazzo 24enne che rimasto imprigionato sotto quanto è rimasto di un palazzo di quattro piani del quartiere ‘Roma’ della capitale.

Il bilancio complessivo del terremoto dello scorso martedì è alto. Finora, i morti accertati sono 250. In particolare, 115 persone hanno perso la vita a Città del Messico, mentre le altre persone sono decedute negli stati di Morelos (73), Puebla (43), Messico (13), Guerrero (5), Oaxaca (1). Ingenti anche i danni: il responsabile della protezione civile, Luis Felipe Puente, ha sottolineato che “secondo stime preliminari il numero degli edifici danneggiati oscilla tra 200, 500 o mille”. Lentamente, la megalopoli messicana cerca comunque di riprendere il suo ritmo abituale: oggi il traffico è meno caotico, l’elettricità e i trasporti sono stati gradualmente ripristinati. Milioni di messicani cercano di superare il panico post-terremoto, ma per tornare alla normalità ci vorrà ancora molto tempo.

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