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Terremoto Messico, perché alcuni edifici hanno retto e altri no? LA Times: “Una lezione per la California”

Terremoto Messico, perché alcuni edifici hanno retto e altri no? LA Times: "Una lezione per la California"

Terremoto Messico, perché alcuni edifici hanno retto e altri no? LA Times: “Una lezione per la California”

CITTA’ DEL MESSICO – “Perché nel terremoto in Messico alcuni edifici si sono sgretolati e altri sono rimasti in piedi?” si chiede il Los Angeles Times. La lezione che ne trae il giornale è riferita alla California, zona sismica per eccellenza.  Ma c’è un’altra zona sismica per eccellenza che è l‘Italia, e a cui l’articolo può insegnare qualcosa.

I video amatoriali che emergono dal terremoto di magnitudo 7,1 che ha devastato Città del Messico sono sinistri. Alcuni mostrano edifici più alti che oscillano. Altri strutture basse che improvvisamente collassano. I resti sono caduti sui marciapiedi trasformandosi in un mucchio di macerie. Da decenni, i sismologi e gli ingegneri strutturali hanno acquisito una conoscenza approfondita sul motivo per cui alcuni edifici crollano mentre altri rimangono in piedi durante un terremoto.

Parte della risposta risiede nella costruzione: gli edifici in cemento senza sufficiente armatura in acciaio durante la scossa possono diventare rovinosamente friabili, il cemento esplode poco prima del crollo. Ma gli edifici possono o meno ridursi in macerie in base agli imprevisti della geologia, geografia e della fisica.

Nel terremoto in Messico, i report preliminari suggeriscono che gli edifici più bassi erano particolarmente suscettibili al crollo, incluse le strutture più vecchie già sopravvissute al terremoto del 1985 di magnitudo 8 in cui persero la vita circa 10.000 persone. Gli edifici più alti di Città del Messico, invece, a differenza del terremoto dell’85, sembravano reggere bene l’ultima scossa. Gli esperti di sismologia e di ingegneria hanno affermato che la catastrofe ha colpito molto più da vicino Città del Messico e confermato il fatto che gli edifici più bassi erano più vulnerabili rispetto al terremoto del 1985. I report illustrano un dato: gli edifici bassi, quando i terremoti colpiscono nelle vicinanze sono particolarmente a rischio. Gli edifici più alti, invece, sono particolarmente minacciati anche se le scosse provengono da una distanza significativa.

Gli esperti sostengono che per la California si tratta di una chiara lezione e sottolineano un avvertimento minaccioso: solo perché una casa o il posto di lavoro non sono crollate dopo un terremoto, non vuol dire che sarà la stessa cosa nel caso di un successivo.

Lo sento piuttosto spesso”, “Ehi, abbiamo passato il terremoto a Northridge (quartiere di L.A.) del 1994 e stiamo Ok”. “Beh, questo è un falso senso di sicurezza”, ha dichiarato Kit Miyamoto, membro del California Seismic Safety Commission e direttore generale di Miyamoto International, una società di ingegneria strutturale globale. “Questo terremoto lo ha dimostrato: cavarsela bene in un terremoto non significa la stessa cosa in un successivo terremoto poiché ciascuno è diverso e ogni edificio risponde in modo diverso”.

Per alcuni aspetti, Los Angeles deve ancora affrontare ciò che ha sopportato Città del Messico. Nonostante numerosi terremoti devastanti, nel 1933 a Long Beach, nel 1971 a Sylmar e nel 1994 a Northridge, molti edifici vulnerabili costruiti durante la rapida espansione del sud della California nel XX secolo, non hanno dovuto affrontare le pesanti scosse che gli scienziati sanno potrebbero accadere nel corso di un terremoto.

L’ultimo terremoto di magnitudo 7,8 che colpì la California del Sud, risale al 1857, ben prima dell’epoca moderna di Los Angeles. “Siamo molto più vicini alla faglia di Sant’Andrea rispetto a Città del Messico” ha detto la sismologa Lucy Jones. Nel punto più vicino, la faglia di Sant’Andrea è a soli 48 km circa dal centro di L.A. Una vicinanza che ha un significato: i grattacieli più alti della seconda città più grande della Nazione, nel caso di un mega terremoto potrebbero essere piuttosto vulnerabili. Una simulazione del Geological Survey Usa co-autorizzata dalla Jones e pubblicata nel 2008, emerge che sia plausibile che in caso di terremoto 7.7, cinque edifici in acciaio in tutto il sud della California, sia nel centro di Los Angeles, Orange County o San Bernardino, potrebbero crollare.

Dopo il terremoto nel quartiere di Northridge nel 1994, è stato scoperto un difetto in un comune tipo di costruzione in acciaio: nel corso di un terremoto, il telaio potrebbe andare in pezzi; Los Angeles e la maggior parte delle altre città della California non hanno approvato leggi che richiedono una ristrutturazione per eliminare il difetto di progettazione. Santa Monica e West Hollywood hanno recentemente adottato nuove leggi per la ristrutturazione di questo tipo di edificio. “Non sappiamo davvero cosa accadrebbe agli edifici molto alti. Non si sono mai trovati in una situazione di terremoto veramente pesante, ha detto Jones. Al contrario, Città del Messico è più lontana dalla zona della faglia di Sant’Andrea in grado di scatenare terremoti di magnitudo 8, per cui gli edifici più alti sono relativamente sicuri, sostiene la Jones. Nel terremoto del 1985, gli edifici dai 5 ai 20 piani hanno subito gravi danni, ha detto Jones, mentre gli edifici più bassi, in generale se la sono cavata meglio. Gli edifici più bassi della Downtown L.A. non sono stati messi eccessivamente alla prova. In nessun momento della storia moderna, il centro di Los Angeles ha sopportato il tipo di scossa intensa come San Fernando Valley durante il terremoto nel quartiere di Northridge nel 1994. Un terremoto tipo Northridge è molto pesante sia per piccoli edifici che per case unifamiliari o un piccolo complesso di appartamenti”, osserva la Jones.

Mentre i luoghi come Northridge e Chatsworth hanno sopportato ciò che è vicino alle peggiori scosse, non è stato così per Pasadena, Hollywood e il centro L.A. “Anche Santa Monica non ha subito quel tipo di scosse, nonostante la gravità dei danni nel terremoto del ’94. Il motivo per cui ci sono stati così tanti danni, è da ricercare nell’età degli edifici”.

Perché gli edifici più bassi e più alti reagiscano in modo diverso durante lo stesso terremoto è una questione di geologia e di fisica: simile a un bicchiere da vino che rimanere integro ad alcune note musicali, ma quella giusta può farlo rompere. I mega-terremoti, come la magnitudo 8 in Messico nel 1985, sono causati da faglie estremamente lunghe e producono basse frequenze di scosse che possono viaggiare su ampie distanze, basta pensare al basso di un rave in lontananza. Ancora peggio, Città del Messico è “seduta” sul letto di un antico lago con un terreno cedevole che amplifica la scossa di un terremoto di 100 volte, ha detto Jones. Si ritiene che il letto del lago abbia una frequenza risonante naturale che rende particolarmente vulnerabili gli edifici di cinque o 20 piani, che per questo motivo subirono l’azione più distruttiva nel terremoto del 1985, ha dichiarato la Jones. Qualcosa di simile si è verificato nel terremoto di magnitudo 7.8 in Nepal nel 2015, in cui Kathmandu, che siede anch’essa su un antico letto di un lago, ha visto danneggiati gli edifici alti danneggiati mentre le strutture più basse hanno retto meglio, ha detto Miyamoto. Al contrario, gli edifici bassi sono più vulnerabili se vicini alla sorgente della scossa. Nella zona di Los Angeles, un forte terremoto di magnitudo 7 testerebbe gli edifici bassi come nessun altro dell’era moderna, ha dichiarato Jones. Un terremoto di magnitudo 8, inoltre, sulla faglia di Sant’Andrea colpirebbe le case unifamiliari in luoghi più lontani dalla faglia, tra cui il Bacino di L.A. . Ma lo stesso mega-terremoto potrebbe comportare “crolli di alto risalto a distanze relativamente grandi dalla faglia”, ha detto Jones.

Los Angeles ha un vantaggio rispetto a Città del Messico in termini di rischio di terremoto: il Bacino di L.A. è su terreni cedevoli che amplificano la scossa ma solo in virtù di un fattore 5 rispetto al 100 di Città del Messico. Miyamoto ha dichiarato che i tipi di edifici crollati a Città del Messico sono quelli che gli ingegneri strutturali si aspettano: strutture in mattoni e edifici in cemento friabile, in particolare quelli con i primi piani deboli. Le foto di molte delle strutture crollate sono realizzate in cemento friabile, sostiene Miyamoto. Un video amatoriale piuttosto drammatico e diffuso ampiamente sui social media, è stato presentato su Telemundo e Nbc: mostra un edificio in cemento a cinque piani che inizialmente viene scosso dal terremoto. Le colonne del piano terra che mantengono l’edificio in posizione verticale appaiono stressate e dai bordi iniziano a cadere pezzi di cemento, indebolendo i supporti fondamentali dell’edificio. Nei momenti successivi, le colonne sembrano come piegarsi in ginocchio. L’edificio improvvisamente crolla e i piani superiori sprofondano in un nuvola di polvere, mentre chi osserva la tragedia inizia a scappare. “Dio mio! Dio mio!” urla una donna.

Miyamoto ha detto che il crollo è un esempio da manuale di quello che gli ingegneri si aspettano da un edificio in cemento friabile, in cui il mancato utilizzo di barre d’acciaio nelle colonne, nel corso di un terremoto consente al cemento di esplodere all’esterno, provocando la disintegrazione della colonna e il crollo dell’edificio. A Los Angels, ci sono circa 1.500 edifici di calcestruzzo friabile.

Dopo un report dl 2013 del Los Angeles Times sul problema delle strutture, nel 2015 i politici eletti hanno deciso di richiedere ai proprietari di ristrutturare gli edifici, fissando un termine di 25 anni per rafforzarli. La maggior parte delle altre città della California non richiede questo tipo di intervento; Santa Monica e West Hollywood, tuttavia, hanno recentemente adottato nuove leggi per richiedere il rafforzamento di questo tipo di edificio. Miyamoto sostiene che Los Angeles dovrebbe diminuire la scadenza per la ristrutturazione degli edifici in cemento poiché “il terremoto non aspetta.”

A Città del Messico c’era la sensazione diffusa che un edificio sopravvissuto al terremoto del 1985, non sarebbe stato vulnerabile a un successivo terremoto, ha dichiarato Guillermo Lozano, direttore degli affari umanitari e di emergenza della World Vision Mexico, organizzazione umanitaria e cristiana. “La maggior parte dei nuovi edifici, non sono stati colpiti. Avevano un ottimo criterio di costruzione”, ha detto Lozano. “Abbiamo imparato molto dal 1985, è vero, e apportato cambiamenti importanti nelle regole di costruzione. Ma che dire dei vecchi edifici?”.

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