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Terremoto Nuova Zelanda: scossa 7.8 “strappo” della cintura di fuoco

WELLINGTON – Il violentissimo terremoto, di magnitudo 7.8 avvenuto in Nuova Zelanda, è frutto di uno “strappo” della cintura di fuoco. E’ la fascia più sismica del pianeta Terra, circa 40 mila km a forma di ferro di cavallo, situata ai margini dell’oceano Pacifico. Ne fanno parte, oltre alla Nuova Zelanda, anche la Polinesia, le Filippine, l’Indonesia, il Giappone e molte fosse oceaniche.

Secondo gli scienziati l’oceano si starebbe progressivamente restringendo a causa del movimento delle placche continentali. In pratica la placca oceanica sprofonda sotto le placche di America e Asia, mentre enormi quantità di magma risalgono verso la superficie. E’ detta appunto “cintura di fuoco”, perché nell’area sono compresi il 75% dei vulcani della Terra: è lì che si genera il 90% dei terremoti.

In Nuova Zelanda si cominciano a valutare i danni, che il premier John Key già quantifica sommariamente in “miliardi di dollari”, ma intanto, la terra non smette di tremare. Dopo il primo, potente sisma di 7,8 gradi della scala Richter che poco dopo la mezzanotte di lunedì ha investito la parte Nord dell’isola meridionale, i sismografi hanno registrato centinaia di altre scosse, tra cui una di ben 6,5 gradi. Il numero delle vittime sembra essersi fortunatamente fermato a due morti, ma una enorme quantità di edifici, ponti e strade hanno subito lesioni pesantissime, con frane e smottamenti.

La cittadina costiera di Kaikoura, popolare destinazione turistica, è rimasta addirittura isolata, con le vie di accesso stradali o ferroviarie interrotte, e il governo sta organizzando l’invio in elicottero di soccorsi con cibo e acqua ai circa per i circa mille visitatori e forse altrettanti abitanti rimasti bloccati. All’inizio, si prevede di utilizzare quattro NH90, che possono trasportare fino a 18 persone, ha reso noto il comandante delle forze aeree, l’Air Commodore Darryn Webb.

Nei prossimi giorni, se le condizioni del mare lo permetteranno, una nave della Marina dovrebbe raggiungere la cittadina, per provvedere ad una evacuazione, ma al momento le previsioni meteo non sono particolarmente incoraggianti.