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Terrorismo, 12 aeroporti pericolosi: 3 Europa, 6 Africa…

ROMA – Terrorismo, 12 aeroporti pericolosi: 3 Europa, 6 Africa… Compagnie aeree e 007 dei servizi di tutto il mondo, monitorando a tappeto la sicurezza degli aeroporti, stanno stilando una specie di black-list, di lista nera di quelli più permeabili alle infiltrazioni dei fondamentalisti legati allo Stato Islamico, dove la scarsità di controlli spesso si accompagna all’instabilità politica delle città che li ospita.

Una dozzina gli aeroporti finiti nella black-list, dove le compagnie giungono alla drastica scelta di non far volare i loro velivoli. Soprattutto dopo la terribile progressione degli attentati a Sharm el-Sheikh sul Mar Rosso, Mogadiscio nella disastrata Somalia e Bruxelles, nel cuore d’Europa.

I dodici aeroporti. Quello che circola sulle scrivanie delle compagnie aeree – segnala Leonard Berberi sul Corriere della Sera – è un elenco parziale. Tre aeroporti insicuri si trovano in Europa, sei in Africa, uno in Medio Oriente, due in Asia. Il dossier mette in fila le criticità più rilevanti, massimamente tre: scali in cui manca “il controllo del personale impiegato”, aeroporti con deficienze “infrastrutturali”, città ospitanti segnate da situazioni politiche instabili.

Compagnie aeree e 007 lavorano a stretto contatto soprattutto dopo la constatazione che le ispezioni dell’ente Onu predisposto (Icao) non hanno garantito standard adeguati di prevenzione, tutt’altro: di Sharm era stato detto che fosse sicurissimo prima di appurare che proprio da quello scalo qualcuno è riuscito a far passare l’ordigno che ha distrutto in volo l’Airbus diretto a San Pietroburgo.

Da allora il governo nordafricano ha ingaggiato la società inglese Control Risks per mettere al riparo gli scali del Cairo, di Sharm el-Sheikh e Marsa Alam pagando poco più di 600 mila euro. Nei documenti interni dell’Icao gli scali egiziani sono considerati tuttora «sicuri». Non per i vettori. Monarch Airlines ha fatto sapere che non tornerà a Sharm almeno fino al 30 ottobre, easyJet forse riprende in autunno ma non è detto, British Airways non ci volerà fino al 30 giugno e, comunque, se dovesse cambiare i piani non si affaccerà prima di settembre.

L’allarme è ancora elevato. Per dire: sulla Penisola del Sinai le autorità statunitensi avvertono che il sorvolo al di sotto dei 25 mila piedi costituisce un rischio elevato perché i jet civili diventerebbero obiettivi facili per «gli estremisti/militanti islamici di Ansar Bait al-Maqdis». Prossimo aggiornamento: 30 marzo 2017. Tra quasi un anno. (Leonard Berberi, Corriere della Sera)