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Isis. Kerry, ”Mondo vuole sicurezza da noi contro terrore”

"Il mondo si aspetta sicurezza da noi e noi distruggeremo l'Isis". Lo ha detto il segretario di Stato americano John Kerry nel suo intervento allo Small Group della coalizione anti-Isis riunita martedi a Roma. Kerry ha aggiunto che si discuterà di come "aumentare gli sforzi" per vincere questa guerra".

ROMA – “Il mondo si aspetta sicurezza da noi e noi distruggeremo l’Isis”. Lo ha detto il segretario di Stato americano John Kerry nel suo intervento allo Small Group della coalizione anti-Isis riunita martedi a Roma. Kerry ha aggiunto che si discuterà di come “aumentare gli sforzi” per vincere questa guerra”.

Kerry ha ricordato che l’impegno della coalizione contro l’Isis negli ultimi mesi “sta facendo la differenza”, l’Iraq è riuscita a riprendere Ramadi, in Siria migliaia di chilometri di territorio sono stati liberati, decine di leader jihadisti di medio e di alto livello sono rimasti uccisi nei raid da maggio.

Adesso, ha aggiunto, “dobbiamo fare maggiori progressi e non dare respiro all’Isis”. Accanto all’impegno militare, servirà un maggiore impegno economico per aiutare a ricostruire le città liberate a rimuovere migliaia di mine sul terreno, ha aggiunto Kerry rendendo noto che lunedi l’Afghanistan ha deciso di unirsi alla coalizione anti Isis, che oggi conta sessantasei paesi.

“La guerra contro l’Isis va vinta con le forze sul terreno, quindi truppe irachene e curde” e in questo ambito l’Italia “ha un ruolo chiave nell’addestramento delle forze di sicurezza locali”, ricordando che “la competenza dei Carabinieri ha fatto un’enorme differenza” da questo punto di vista.

In Siria è in atto una “catastrofe umanitaria mai vista dalla Seconda Guerra Mondiale”, ha denunciato Kerry, ricordando che a Madaya la gente muore di fame, “una tattica di guerra contro la legge usata ogni giorno da Assad”.

Kerry ha ricordato l’importanza dei colloqui di pace in corso a Ginevra, “un’opportunità che non abbiamo avuto negli ultimi mesi” ed ha invocato ”un immediato cessate il fuoco, l’assedio delle città e l’accesso umanitario nelle zone designate dall’Onu”.