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Terrorismo, Mullah Krekar torna libero: Italia rinuncia a estradizione da Norvegia

OSLO – L’Italia rinuncia all’estradizione di Naimaddin Faraj Ahmad, meglio noto come Mullah Krekar, rifugiatosi in Norvegia dal 1991. Ne dà notizia la Procura norvegese dopo aver ricevuto espressa lettera di rinuncia da parte del Ministero della Giustizia di Roma. Nei giorni scorsi la Corte Suprema Norvegese aveva respinto l’appello presentato dal Mullah contro la sua estradizione in Italia, spianando la strada alla consegna del presunto terrorista alla giustizia italiana. Poi l’improvviso passo indietro: il Mullah Krekar tornerà dunque libero. 

Il religioso islamico, 60 anni, era implicato in un’indagine italiana antiterrorismo, perché sospettato di essere al vertice di una rete jihadista curda di respiro europeo, che voleva instaurare un Califfato al posto del governo eletto in Kurdistan e preparare attentati in Europa.

Il mullah Krekar è il fondatore del movimento curdo-iracheno Ansar al Islam (I partigiani di Dio) e la sua lunga storia giudiziaria si incrocia spesso con l’Italia. L’uomo è approdato in Norvegia nel 1991 con la famiglia ed ha ottenuto lo status di rifugiato. Dopo gli attentati dell’11 settembre è stato più volte arrestato e rilasciato dalle autorità di Oslo. Dalle indagini svolte sono emersi suoi contatti con i vertici di Al Qaeda ed in una perquisizione gli è stata sequestrata un’agenda che conteneva il numero telefonico di Al Mussab Al Zarqawi. 

Indiscrezioni hanno riferito anche di un tentativo della Cia – sventato dalle autorità norvegesi – di prelevare Krekar da Oslo in un’operazione di extraordinary rendition simile a quella fatta a Milano per Abu Omar. In un’operazione svolta l’anno scorso dal Ros è poi emerso il ruolo del mullah come leader di un’organizzazione denominata “Rawti Shax” con diramazioni in tutta Europa, Italia compresa, attiva nel proselitismo, reclutamento e sostegno logistico di aspiranti terroristi, disposti anche a “saltare in aria”, da inviare in Siria e in Iraq.

Uno degli arrestati, Abdul Rahman Nauroz, è risultato, secondo gli investigatori, “particolarmente attivo nell’attività di reclutamento”, “sia attraverso internet, sia attraverso lezioni che teneva nel proprio appartamento di Merano, luogo di riunioni segrete e crocevia di aspiranti jihadisti”.

La premier norvegese Erna Solberg in conferenza stampa non ha nascosto una certa irritazione èer la decisione di Roma: “E’ qualcosa che dobbiamo accettare”, ha detto e non sta ai politici giudicare.