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Terroristi in carcere: stipendio palestinese con soldi da…

LONDRA – Due terroristi palestinesi che hanno ucciso a pugnalate una donna americana e gravemente ferito, credendo che fosse morta, la sua amica inglese perché credevano fossero ebree, ricevono ogni anno più di 11 mila euro come sostegno mentre sono in carcere dalla Autorità Palestinese, che a sua volta riceve quel denaro dai Paesi europei come aiuto per gli abitanti di quelle terre infelici e martoriate dalla occupazione israeliana.

Dopo averlo scoperto, la donna sopravvissuta ha denunciato lo tragica beffa ai giornali e il Daily Mail ha lanciato una petizione. La vicenda risale al 2010 sulle colline vicino a Gerusalemme. Kay Wilson era stata creduta morta dagli assalitori, mentre la sua amica Kristine Luken, americana, è stata uccisa. Gli aggressori sono stati poi catturati e, dopo aver ammesso i loro crimini, sono stati mandati in prigione.

La Wilson è inorridita quando ha letto in un articolo che gli assalitori ricevono ciascuno uno stipendio mensile pari a quasi 1.000 euro da parte dell’Autorità palestinese. La scorsa settimana The Mail on Sunday ha scoperto come i pagamenti “ricompensa” stanno andando dalla PA a migliaia di terroristi e di centinaia di altri prigionieri nelle carceri israeliane.

La Wilson, 51 anni, e la sua amica stavano facendo escursioni nelle Judean Hills nel 2010, quando i due uomini si avventarono su di loro, credendo che entrambe le donne fossero ebree, anche se la Luken era cristiana. Dopo aver legato le donne, i terroristi hanno sferrato un attacco selvaggio.

La Luken è morta per le ferite da arma da taglio. La Wilson ha una cicatrice di sette pollici sul suo stomaco e, a distanza di cinque anni, la respirazione le provoca ancora dolore.
La Wilson ha dichiarato:”Siamo stati trattenute per 30 minuti da un coltello appuntito, poi imbavagliate e legate prima di essere macellate a colpi di machete.

“Ho visto la mia amica a pezzi davanti ai miei occhi, e sono sopravvissuta solo perché ho finto di essere morta,​​nonostante essere stata accoltellata 13 volte e avere più di 30 ossa rotte dalla sola forza dei colpi”. “Ogni volta che affondava il machete sul mio corpo ho potuto sentire lo scricchiolìo delle mie ossa e la mia carne lacerata dalla lama seghettata”. “Hanno smesso, ma hanno ripreso pochi istanti dopo e l’ho visto affondare il coltello nel petto”.

Dopo l’assalto è riuscita sorprendentemente a mettersi in piedi e iniziare a camminare. Ha detto: “Sentivo i miei polmoni pieni di sangue ed ero consapevole che ogni passo poteva essere l’ultimo”. Con grande difficoltà, è riuscita comunque ad arrivare al parcheggio dove aveva lasciato la sua auto e ha lanciato l’allarme. La sua vita è stata salvata da un chirurgo musulmano arabo-israeliano.

Gli aggressori – Aiad Fatfata e Kifah Ghanimat – sono stati successivamente arrestati, processati e condannati al carcere a vita nel 2011 e sono tuttora detenuti. Ma mesi dopo le condanne la Wilson ha scoperto che le famiglie degli uomini venivano pagate. Ha detto:”Li chiamo i loro stipendi per l’esecuzione. In tribunale, ho sentito dire dalle loro bocche, che Kristine, una cristiana, è stata uccisa perché ritenevano fosse ebrea”.

“Questo è scandaloso. Ma quando, quale cittadina inglese orgogliosa, scopro che la mia patria sta pagando alle loro famiglie un reddito mensile, l’ingiustizia assoluta di tutto questo è semplicemente devastante”. “Ringrazio Dio per tutte le persone che hanno firmato la petizione del Mail on Sunday al Parlamento, perché questo dimostra che gli inglesi sono ancora solidali e hanno un grande senso d’equità”.

“Come possono due uomini stringere un machete e fare a pezzi due donne innocenti, senza battere ciglio? In tribunale sbadigliavano e sogghignavano: non c’è da stupirsi se sapevano che c’era un incentivo in denaro da parte del governo inglese”. “Sono per la pace. Ho parlato molte volte da quando è accaduto l’episodio. Ebrei, cristiani o musulmani, dobbiamo tutti imparare a vivere insieme”. “Ma se vogliamo una pace fattibile dobbiamo interrompere questi pagamenti.’

La Wilson, che è nata a Londra ma si è trasferita in Israele 30 anni fa, lavora per una organizzazione non governativa, StandWithUs, che mira a promuovere la tolleranza religiosa e la comprensione. Ha contattato The Mail on Sunday dopo che il giornale aveva affermato riportato come, in Cisgiordania e Gaza, nonostante le promesse da parte della PA di porre fine alla pratica di pagare con denaro i terroristi condannati, hanno semplicemente ingannato l’ Occidente, consentendo all’OLP di dispensare il denaro. Gran Bretagna dà 72 milioni di sterline o euro l’anno per la Palestina, più di un terzo delle quali va direttamente alla PA.

Si ammette apertamente il supporto ai terroristi, che vengono visti come eroi per combattere l’occupazione illegale, premiati con pagamenti a vita a seconda del tempo trascorso in carcere e la gravità dei crimini. Somme supplementari sono aggiunte per familiari a carico, secondo l’ONG israeliana, Palestinian Media Watch.

L’avvocato della Wilson, Gavi Mairone, ha detto: “Questi due uomini facevano parte di una cellula terroristica e sono allineati con Fatah, il braccio armato dell’OLP. In carcere sono con il gruppo Fatah e, come gli altri, sono pagati dall’Autorità Palestinese”.

Il Governo nega che il denaro britannico arrivi ai terroristi e dice che i pagamenti a PA sono “delimitati” a progetti specifici. Gli oppositori sottolineano che il denaro dal Regno Unito e da altri paesi occidentali libera altri fondi da trasmettere ai terroristi. L’indagine de The Mail on Sunday ha scoperto che la Gran Bretagna ha finanziato l’OLP fino allo scorso anno. Ex detenuti e le famiglie dei terroristi con cui hanno parlato, hanno confermato la ricezione di denaro sia da PA che dall’OLP.

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