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Thailandia, giornalista BBC a processo per diffamazione ma il querelante temerario si ritira

Thailandia, giornalista inglese della BBC a processo per diffamazione

Thailandia, giornalista inglese della BBC a processo per diffamazione

ROMA – Diritto di cronaca? In Thailandia come in Italia, la diffamazione è un reato penale e le querele temerarie non costano. Un giornalista della Bbc britannica è sotto processo in un tribunale penale thailandese per diffamazione.

Il processo ha avuto inizio mercoledì 23 agosto 2017 e si è subito concluso. Probabilmente impressionato dal polverone internazionale sollevato dalla Bbc, il legale che aveva fatto causa al giornalista ha ritirato la querela.

Il tribunale era quello di Phuket, meta di migliaia e migliaia di turisti italiani. Il giornalista, Il giornalista, Jonathan Head, correspondent della Bbc per il Sud Est Asiatico, rischia fino a 5 anni di carcere. Ha raccontato come un pensionato inglese, Ian Rance, dopo avere sposato una thailandese e averci fatto 3 figli, è stato derubato della casa dalla stessa moglie e da un avvocato locale.

Querelato per diffamazione dall’avvocato, Head è ora sotto processo. Persino in Pakistan, dove la notizia è rimbalzata con scandalo, hanno notato che in quasi tutto il mondo non è così. Fanno eccezione paesi come la Thailandia e ahinoi l’Italia.

L’accusa è stata scatenata da un report del 2015 di Jonathan Head in cui specificava che a due pensionati stranieri a Phuket erano state rubate delle proprietà da una rete di criminali e agenti corrotti.  Una delle vittime, il cittadino britannico Ian Rance, nel procedimento penale per diffamazione è accusato insieme all’altro pensionato ma entrambi si sono dichiarati non colpevoli.

L’uomo che accusa è Pratuan Thanarak, un avvocato locale citato dal report della BBC, in cui si diceva come Rance avesse perso una proprietà da 1,2 milioni di dollari.

Secondo il report, Pratuan nella registrazione ha ammesso di aver certificato la firma di Rance senza che questi fosse presente, una mossa che ha aiutato la moglie del pensionato britannico a intestarsi le proprietà. È stata successivamente condannata e imprigionata per truffa.

In una copia della denuncia di Pratuan, letta da AFP, l’avvocato afferma che il report della BBC lo ha “diffamato, insultato o odiato”. Non è precisato se abbia certificato la firma senza che Rance fosse presente.

Mentre andava in tribunale, Pratuan con i giornalisti ha rifiutato di parlare del caso e ha avvisato i fotografi presenti che avrebbe denunciato chiunque avesse pubblicato la sua foto. Rance e Head, per il reato di diffamazione rischiano fino a due di prigione.

Jonathan Head, intanto deve affrontare anche l’accusa di crimine informatico, la legge thailandese vieta la pubblicazione di “falsi dati” online e comporta una pena massima di 5 anni.

A differenza di molti Paesi dove la diffamazione è un reato civile, in Thailandia è un reato penale. I cittadini possono avviare dei procedimenti e, se perdono, non sono costretti a farsi carico delle spese.

Proprio come in Italia.

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