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Theodore Postol, ex consigliere della marina Usa: “L’attacco col gas chimico in Siria non c’è mai stato”

Theodore Postol, ex consigliere della marina Usa: "L'attacco col gas chimico in Siria non c'è mai stato"

Theodore Postol, ex consigliere della marina Usa: “L’attacco col gas chimico in Siria non c’è mai stato”

ROMA – “L’attacco col gas chimico in Siria non c’è mai stato”. Questa la tesi di Theodore Postol, professore emerito di scienza, tecnologia e politica nazionale al Massachusetts Institute of Technology, già consigliere scientifico del capo delle operazioni navali della Marina militare statunitense ed esperto di missili balistici intercontinentali Mx. Secondo Postol la ricostruzione dell’attacco chimico alla città siriana di Khan Shaikun fatta dalla Casa Bianca è irrealistica.

Postol stabilisce che l’attacco è avvenuto attorno alle 7 e 30 del 4 aprile. La foto del giornalista è stata scattata alle 10 e 50. Secondo il professore del Mit le vittime sarebbero arrivate all’ospedale di Khan Shaikun fra le 9 e le 10 e 30. Il vento avrebbe dovuto scagliare la nuvola venefica del gas su un villaggio a circa 300 metri dal cratere, ma non è stata mandata in onda nessuna immagine della carneficina che avrebbe dovuto provocare in quel piccolo centro abitato.

Nell’analisi di centinaia di fotogrammi, tratti anche da Twitter, annota Postol, si vedono solo una pecora e qualche uccello senza vita. I 18 video delle vittime, osserva il docente, sicuramente non sono stati girati nel villaggio, ma in una galleria scavata nella roccia. Tutti mostrano la stessa sequenza di bimbi, donne e anziani intossicati o morti. A Khan Shaikun è stato colpito invece uno stabilimento industriale per la raccolta e la conservazione del grano. Secondo Postol potrebbe essere stato preso di mira lo stesso 4 aprile o addirittura prima. Le immagini di Google Earth dall’alto rivelano che il cratere della foto scattata al reporter di Khan Shaikun è la traccia di un razzo che ha mancato i silos del complesso.

San raffaele

Molti i dubbi anche di Matteo Guidotti, dell’Istituto di Scienze e Tecnologie molecolari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Istm-Cnr): “Userei una certa cautela nell’affermare che nell’attacco chimico avvenuto  in Siria sia stato utilizzato il gas Sarin. Ho già visto in passato immagini e video di persone colpite con il Sarin e i segni erano molto più evidenti – ha spiegato Guidotti -: i corpi sono madidi di sudore, lacrime, saliva ma soprattutto escrementi. I soggetti intossicati generalmente vengono colpiti da fortissime convulsioni. E dai video diffusi localmente non si vede tutto questo”. “Ma i dubbi maggiori vengono – ha sottolineato ancora il ricercatore – dalla disinvoltura con cui gli operatori sanitari maneggiano i corpi delle vittime. Molti sono senza guanti e non indossano neanche le mascherine. C’è una serie di protocolli da rispettare per evitare che anche i soccorritori vengano contaminati dall’agente tossico. “Il fatto è che è in atto una guerra di immagini con cui si fa propaganda – aggiunto – per cui bisogna avere molta cautela. Basti pensare all’effetto mediatico che un attacco chimico può avere rispetto a un attacco normale”.

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