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Tifone Megi. Cina dopo Taiwan, 120 mila persone evacuate

CINA, PECHINO – Il tifone Megi, il 17/mo della stagione in Cina, ha causato un morto nella provincia orientale di Fujian dopo l’approdo di questa mattina seguito al passaggio devastante su Taiwan, chiuso con un bilancio di quattro vittime, oltre 600 feriti e l’allerta sui rischi di frane e smottamenti.

Le autorità cinesi hanno emesso il terzo più grave warning meteo: l’agenzia Nuova Cina ha riferito che oltre 120.000 persone lungo la costa sono state evacuate, mentre tutti i 31.700 pecherecci della pronvicia sono stati richiamati nei porti a causa dei venti fino a 120 km/h, secondo le stime del National Meteorological Center.

Oltre alle centinaia di voli cancellati a partire da martedì, le tv locali hanno dato conto delle abbondanti piogge e mostrato le immagini di Fuzhou, capitale del Fujian, finita sotto mezzo metro d’acqua con squadre di soccorritori in azione sui gommoni. La situazione in serata è migliorata al punto che Megi è stato declassato a tempesta tropicale avendo perso potenza dopo il passaggio sulla città di Quanzhou.

A Taiwan si sono avuti i danni più pesanti: 4 milioni di case sono rimaste senza elettricità, 10 autostrade provinciali sono rimaste chiuse all’indomani del passaggio di Megi e sono circa 5.000 le persone ospitate nei centri di emergenza. Il maltempo ha portato alla cancellazione di 224 voli presso l’aeroporto internazionale Taoyuan, a Taipei.

Megi, quarto tifone dell’anno a colpire l’isola, è stato il terzo in due settimane dopo Meranti e Malakas. Pechino, malgrado le pessime relazioni bilaterali, ha espresso pieno cordoglio per le vittime e i danni causati dall’eccezionale serie di tifoni sull’isola “ribelle”, assicurando sostegno a tutti gli sforzi di prevenzione dei disastri, ha affermato Ma Xiaoguang, portavoce dell’Ufficio per gli affari di Taiwan del Consiglio di Stato, nel resoconto dell’agenzia Nuova Cina.