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Tortura con acqua bollente il compagno di cella pedofilo

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Tortura con acqua bollente il compagno di cella pedofilo

SYDNEY – Tortura con l’acqua bollente il compagno di cella pedofilo. Adam Paul Davidson, 30 anni, detenuto del penitenziario Walston di Wacol, Brisbane, in Australia, ha confessato di aver torturato Brett Peter Cowan, condannato per aver violentato e ucciso un ragazzino di 13 anni.

Davidson gli ha gettato addosso un secchio di acqua bollente. Un gesto che ha procurato al pedofilo ustioni alla testa, al busto e alle gambe, riferisce il quotidiano britannico The Independent. 

Davidson è stato per questo condannato ad altri tre anni di carcere. Il suo compagno di cella, Cowan, sta scontando l’ergastolo per l’omicidio di Daniel Morcombe nel 2003.

Secondo quanto ricostruito durante il processo, Davidson avrebbe colpito con l’acqua bollente Cowan di spalle per tre o quattro volte, approfittando di un momento di distrazione del compagno di cella, che stava giocando a carte.

In sua difesa Davidson ha detto di aver agito per ferire, e non per uccidere il pedofilo. Emettendo la sentenza il giudice Ian Dearden ha spiegato che Cowan era già stato punti con il carcere e non necessitava di ulteriori punizioni. Dearden ha citato Gandhi: “Occhio per occhio… e il mondo diventa cieco”.

Daniel James Morcombe venne rapito nel 2003, a 13 anni, nel Queensland. Nove anni dopo Cowan, residente della stessa Sunshine Coast in cui era avvenuto il sequestro, è stato arrestato per l’assassinio del bambino. Nello stesso periodo i test del Dna hanno confermato che le ossa trovate nella zona appartenevano a Morcombe.

 

 

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