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Trump, altre proteste: “Non è il mio presidente”. Spari a Portland

NEW YORK – Continuano per il quarto giorno le proteste nelle città americane contro l’elezione come presidente degli Stati Uniti del repubblicano Donald Trump, con nuovi cortei in varie città del Paese, da New York a Chicago a Los Angeles. Alla gran parte delle manifestazioni pacifiche dei giorni scorsi ha fatto eccezione quella della scorsa notte a Portland, in Oregon, sfociata in violenza. Una persona è stata ferita da un colpo d’arma da fuoco e la polizia ha utilizzato lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere la folla che ha distrutto vetrine di negozi e auto. Decine gli arresti.

Le proteste sono organizzate all’insegna dello slogan “Not my President” (non è il mio Presidente) e si scagliano contro le politiche annunciate dal magnate, che l’8 novembre ha battuto la sfidante democratica Hillary Clinton. Tra le maggiori preoccupazioni dei dimostranti ci sono il rispetto dei diritti civili nel Paese e i piani sulla gestione dell’immigrazione illegale.

Intanto, la notte precedente a Portland un dimostrante è stato ferito da un colpo d’arma da fuoco, mentre sfilava con altre centinaia di persone sul Morrison Bridge. Non è in pericolo di vita, ma la persona che lo ha colpito è ancora in libertà. Nella città dell’Oregon sono stati almeno 200 gli arresti legati ai disordini nelle proteste, in cui i manifestanti hanno infranto vetrine di negozi, imbrattato pareti con graffiti e danneggiato automobili, scontrandosi con la polizia che per disperderli ha usato spray urticanti, lacrimogeni e proiettili di gomma. E nei giorni scorsi, ricorda Nbc, anche nei cortei a Manhattan almeno 65 persone sono state arrestate.

Come ricorda La Stampa, dalla vittoria di Trump, sono migliaia le persone che in molte città hanno sfilato ogni giorno per opporsi alle promesse della campagna elettorale del magnate, in particolare sulle restrizioni all’immigrazione e sulla registrazione dei musulmani, così come per le accuse che abbia molestato diverse donne. Hanno sfilato tra l’altro a Philadelphia, Miami, Dallas, Washington, Denver, Seattle e Baltimora, tra le altre.