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Trump. Bremmer, ritiro dal Ttp apre praterie alla Cina

Donald Trump

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ROMA – “Ritirandosi dal TPP (Trans-PacificPartnership), oltre ad aprire praterie per un aumento dell’influenza della Cina in Asia e nel Pacifico, Donald Trump crea le condizioni per una sorta di recessione geopolitica”.

Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera Ian Bremmer, politologo e fondatore di ‘Eurasia’, a proposito della decisione del nuovo presidente americano sul Trans-Pacific Partnership, l’accordo di libero commercio tra Usa e 11 Paesi del Pacifico.

“Non è isolazionismo: Trump continuerà a tessere rapporti, ma lo farà sul piano bilaterale”, spiega. “Lo considera più conveniente in termini di forza negoziale, ma in questo modo non solo getta nel caos l’attuale sistema di scambi commerciali, ma rende precari i rapporti politici degli Stati Uniti con molti Paesi in Asia e in America Latina”.

Organismi come il Fondo Monetario, la Banca Mondiale e il Wto, l’Organizzazione internazionale del commercio, ma anche l’Onu, per Bremmer “hanno di certo preso un colpo durissimo con la nuova politica di Trump”. “Per l’Europa si apre una fase di incertezza, è ovvio. Oltretutto è un anno elettorale in molti Paesi nei quali soffia il vento del populismo. Molte capitali faticheranno a farsi sentire, ma sarà dura anche per la Germania, stretta tra la Russia e lo scetticismo di Trump.

Comunque è tutto il quadro degli accordi che sarà, non solo a macchia di leopardo, ma più precario: intese basate non più su valori comuni e stabili, ma su convenienze che possono cambiare in ogni momento”.

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