Blitz quotidiano
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Tsunami in Giappone, da 5 anni Yasuo cerca la moglie in fondo al mare

TOKYO – “Non ho altra scelta che continuare a cercarla in fondo al mare”: così dall’11 marzo del 2011, quando il sisma-tsunami che si abbatté sul Giappone gli portò via la moglie Yuko, Yasuo Takamatsu continua a cercarne qualche traccia. E dopo aver battuto ogni lembo di terra vicino alla zona colpita, da tre anni va a caccia dei suoi resti in fondo al mare. Gli basterebbe trovare anche solo un oggetto appartenuto alla sua compagna, magari un orologio o un braccialetto, qualcosa che gli dia una prova che lei è lì, e che non c’è davvero più nulla da fare.

Fino ad allora Yasuo ha deciso di continuare a cercarla. A lui si è unito un altro uomo, Masaaki Narita, padre di una collega di Yuko, Emi, di 27 anni. Entrambe le donne lavoravano alla 77 Bank di Onagawa, che l’11 marzo 2011 venne travolta da un’onda di 40 metri che travolse la città, distruggendo interi edifici.kv

Yasuo e Yuko si erano conosciuti nel 1988, quando entrambi avevano 25 anni, racconta il New York Times. Lei lavorava già in banca, lui era militare. Poco dopo si erano sposati ed avevano avuto due figli, oggi adulti.

L’11 marzo del 2011 lui l’aveva accompagnata al lavoro in macchina. La scossa di terremoto era arrivata intorno alle 14:46 ed era durata per sei, lunghissimi minuti. Un terremoto di magnitudo 9, il settimo più potente mai registrato. Dopo la scossa era arrivata l’onda, un’onda alta come un grattacielo che aveva travolto e distrutto tutto quello che si era trovata davanti.

Da allora Yasuo ha iniziato a cercarla. Non l’ha trovata negli ospedali, non l’ha trovata tra i 613 corpi ritrovati, non l’ha trovata da nessuna parte sulla terra ferma, e così ha iniziato a cercarla in fondo al mare. Era il settembre del 2013. Da allora non si è mai fermato. “So che è difficile, ha spiegato al New York Times. Me lo aspettavo. Ma è l’unica cosa che posso fare. Non ho altra scelta che continuare a cercarla: solo nel profondo dell’Oceano mi sento vicino a lei”.


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