Blitz quotidiano
powered by aruba

“Turchia vuole invadere Siria militarmente”: allarme Russia

I russi temono che la Turchia voglia invadere militarmente la Siria: per questo hanno mostrato la presunta foto di un checkpoint nell'area di Sarmada-Reyhanli, proprio al confine.

MOSCA – La Turchia “vuole invadere militarmente la Siria”. Accuse pesanti quelle che arrivano dalla Russia: “Quello che sta accadendo sul confine turco-siriano ci fa pensare che Ankara stia preparando un’invasione militare in Siria”. Così il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov, citato dalla Tass. “Abbiamo seri motivi per sospettare che la Turchia stia preparando un’invasione militare nel territorio di uno Stato sovrano, la Repubblica siriana”, ha aggiunto il portavoce. “Stiamo registrando un incremento nei segnali che indicano movimenti segreti delle forze armate turche finalizzati a operazioni attive nel territorio della Siria”, ha concluso.

La decisione della Turchia di impedire un volo di osservazione russo sul suo territorio è “un tentativo di nascondere attività militare illegale vicino al confine con la Siria”: ha proseguito Konashenkov.

Accusando Mosca di aver violato lo spazio aereo turco, Ankara tenta di “trovare un pretesto o creare un muro di fumo per rafforzare la propria attività militare nella zona del confine turco-siriano”: lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

La Turchia sostiene i terroristi nelle città siriane di Idlib e Aleppo facendogli arrivare miliziani e armi durante la notte: denuncia ancora Konashenkov, mostrando ai giornalisti la presunta foto di un checkpoint nell’area di Sarmada-Reyhanli, al confine tra Siria e Turchia. “E’ attraverso questo checkpoint – ha detto il generale – che, soprattutto di notte, vengono portati miliziani e armi ai terroristi che hanno preso le città di Aleppo e Idlib, nella Siria nordoccidentale”.

Intanto i jet militari russi hanno eseguito 237 raid contro 875 obiettivi dei “terroristi” negli ultimi tre giorni nelle province siriane di Aleppo, Latakia, Homs, Hama e Deir ez-Zor: lo spiega Konashenkov.

Ma il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, ha accusato le forze governative siriane di condurre “un’offensiva brutale” con l’appoggio dell’aviazione russa e ha sostenuto che i negoziati politici sospesi ieri a Ginevra non potranno riprendere fino a quando questa azione non si fermerà e non saranno osservati tutti gli obblighi umanitari. Parlando a margine della conferenza dei donatori di Londra, Fabius ha quindi ribadito che Parigi insiste per “una transizione politica” in Siria, come condizione per un definitivo superamento del conflitto, sostenendo che questo epilogo è nell’interesse “dei siriani, dei Paesi della regione, del mondo intero” e anche dell’Europa: investita – ha detto – da un’ondata migratoria alimentata in particolare dalla guerra in atto.