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Ultimo superstite racconta esplosione dirigibile Hidenburg

Ultimo superstite racconta esplosione dirigibile Hidenburg

Ultimo superstite racconta esplosione dirigibile Hidenburg

NEW YORK – Il 6 maggio 1937, le avverse condizioni meteo ritardarono l’arrivo del dirigibile Hidenburg dalla Germania al New Jersey. Il papà del piccolo Werner Doehner, che all’epoca aveva otto anni, si diresse verso la cabina dopo aver girato con la telecamera alcune scene della Lakehurst Air Station, ripresa dalla sala da pranzo del dirigibile. “Poco dopo, non l’abbiamo più visto” ricorda Doehner, ora ottantottenne. 

L’uomo, è l’ultimo passeggero rimasto tra i 62 che sopravvissero all’incendio del dirigibile, in cui morirono 34 persone tra equipaggio e passeggeri. Dohener perse il padre e la sorella; la famiglia, che era di ritorno da una vacanza in Germania, sarebbe dovuta arrivare nel New Jersey e poi a New York, dove finalmente avrebbe preso un treno per raggiungere la casa a Città del Messico.

I bambini avrebbero preferito viaggiare in nave e l’uomo ricorda che, per passare il tempo, venne concesso loro di visitare la macchina di controllo e le passerelle all’interno dell’Hindenburg, che era pieno di idrogeno. Una volta a destinazione, le fiamme cominciarono a farsi strada in cima al dirigibile: l’idrogeno, a contatto con l’aria, scatenò un vero e proprio inferno. La sezione anteriore dell’Hindenburg  si alzò mentre quella posteriore comincio a disintegrarsi: “All’improvviso l’aria aveva preso fuoco” spiega Doehner. “Ricordo che mia madre lanciò me e mio fratello dal finestrino, non uscì dal dirigibile fin quando non trovò anche mia sorella” ricorda.

Un autobus portò I sopravvissuti a un’infermeria dove, spiega Doehner, dal medico gli fu dato un ago per far scoppiare le vesciche che aveva sul corpo. Nell’incidente morì anche la sorella, che perse la vita la mattina seguente.  Scienziati tedeschi e americani ritengono che il disastro sia avvenuto a causa dell’elettricità statica creatasi dopo il passaggio del dirigibile in un temporale.

La carica elettrica dell’aria riempì l’Hindenburg di staticità, mentre un cavo rotto o una valvola a gas fecero sì che l’idrogeno si disperdesse nel condotto di aerazione: quando i membri dell’equipaggio di terra corsero per prendere le funi d’atterraggio, provocarono una scintilla che fece esplodere l’idrogeno ormai fuoriuscito dal serbatoio del dirigibile.

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