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Uragano Irma, James Tuffin: “Dormivo col coltello sotto il letto per paura degli sciacalli”

Uragano Irma, James Tuffin: "Dormivo col coltello sotto il letto per paura degli sciacalli"

Uragano Irma, James Tuffin: “Dormivo col coltello sotto il letto per paura degli sciacalli” (Foto Ansa)

LONDRA – “Dormivamo con i coltelli sotto il letto”: James Tuffin, 32 anni, londinese in vacanza a St Martin, racconta i cinque giorni di terrore a causa degli sciacalli armati in azione durante l’uragano Irma. 

Bloccato sull’isola caraibica, Tuffin non aveva fatto in tempo a prendere l’unico volo possibile della Delta Airline prima che fossero tutti cancellati e ha rivelato che teneva un coltello da cucina sotto il letto, per proteggersi dai saccheggiatori.

Tuffin ha trascorso cinque giorni orribili in una camera d’albergo senza acqua corrente né elettricità: l’incubo è terminato quando ha preso un volo militare statunitense che lo ha portato in salvo.

Il giovane, in vacanza con un amico, ha detto di aver fatto numerose richieste al ministero degli esteri britannico per dei consigli, ma ha ricevuto solo informazioni limitate e nessuna offerta d’evacuazione. Ha inoltre avvertito che dopo l’uragano c’erano turisti britannici ancora intrappolati a St Martin, che avevano un gran bisogno d’aiuto.

Al MailOnline, Tuffin ha affermato: “I giorni successivi all’uragano sono stati terribili, senza acqua né elettricità. I bagni erano sporchi e il cibo esaurito. La sera stavamo al buio nella stanza, dormivamo con il coltello sotto il letto per il terrore che entrasse qualcuno. Un giorno, un’ospite del piano di sopra è scesa perché aveva visto un uomo con la pistola entrare nella sua camera per rubare il cibo. Ci ha detto di chiuderci dentro la stanza perché l’uomo stava correndo verso l’uscita. Lo stesso giorno, un olandese, ospite dell’hotel, ha sentito dire che un uomo correva con un machete: le persone stavano saccheggiando, era terrificante”.

Prima dell’urgano avevano fatto provviste al supermercato, riempito quante più possibili pentole d’acqua e alle 3 del mattino Tuffin e il suo amico sono stati svegliati dall’urlo del vento. “Alle cinque, ci siamo chiusi in bagno, abbiamo sistemato dei cuscini del divano e aspettato. C’era un continuo soffiare del vento, il rumore delle cose che venivano divelte, distrutte. Al mattino abbiamo guardato e la devastazione era orrenda: macchine capovolte, finestre distrutte, case senza il tetto. Ma la cosa peggiore era che non potevamo contattare il mondo esterno. Sono riuscito soltanto a telefonare alla mia famiglia. Cinque giorni terribili ma ancora adesso la situazione è brutta, le persone hanno un disperato bisogno d’aiuto. Sull’isola ci sono dei cittadini britannici. Non so proprio cosa stia facendo il Regno Unito”.

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