Blitz quotidiano
powered by aruba

Urina e corteccia hanno salvato donna 9 giorni nel pozzo 

Ha bevuto la sua urina e mangiato corteccia: così una donna è sopravvissuta per 9 giorni nel pozzo in cui era caduta in Cina

SHANGHAI – Urina e corteccia hanno salvato donna 9 giorni nel pozzo. La sua urina l’ha salvata. Questa è la drammatica e terribile storia da incubo di una donna che era caduta in un pozzo, per sua fortuna asciutto, e che è riuscita a sopravvivere bevendo la propria urina, nutrendosi di cortecce di albero e restando “positiva e ottimista”. La vicenda si è svolta nella campagna che circonda Chengdu, la megalopoli cinese di 14 milioni di abitanti, capitale della regione del Sichuan. Ma nella campagna lontano dai grattacieli che crescono come funghi, succedono ancora cose come questa.

La donna, Wang Huanzhen, 63 anni, è stata trovata e salvata da un pastore, il quale ha inteso un debole pianto provenire dal pozzo profondo 19 metri in cui la donna era caduta. Se l’è cavata con una costola e la gamba destra fratturate.

Wang Huanzhen è caduta nel pozzo mentre raccoglieva legna per la stufa e il camino. Era col marito, il quale però si era allontanato per fare un primo viaggio fino alla loro casa con un carico di legna. Quando è tornata nel punto in cui si erano divisi, non l’ha più trovata.

Era venerdì 5 febbraio. Il marito di Wang è andato alla Polizia e poi si è unito alle guardie e a numerosi parenti e gente del villaggio nella ricerca della moglie. Hanno battuto palmo a palmo il bosco, sono andati anche in villaggi vicini nel caso avesse deciso di andare in visita a qualche conoscente.

Ma solo nove giorni dopo, quando un pastore ha sentito il pianto ormai molto debole di Wang, mentre passava vicino, è stato possibile localizzare la donna e salvarla.

Il pastore, riferisce la stampa locale, ha sentito una debole invocazione di aiuto, ha capito la situazione e ha avvisato la Polizia. Le guardie hanno estratto Wang dal pozzo e l’hanno portata all’ospedale.

All’ospedale Wang ha raccontato come è riuscita a sopravvivere 9 giorni in fondo al pozzo: c’erano, portati dal vento e dalla pioggia, pezzi di corteccia di albero, li ha masticati come si fa con le radici o la liquerizia in bastoni e così si è nutrita. Per evitare di disidratarsi, visto che il pozzo in fondo al quale era finita era perfettamente secco, ha bevuto la propria urina.

Ha detto di avere appreso questa tecnica di sopravvivenza seguendo un corso di pronto soccorso che le autorità locali avevano tenuto ai cittadini dopo un grande terremoto nel 2008. E ha aggiunto:

“Penso che a tenermi in vita sia stato il mio modo di pensare sempre positivo”.


TAG: ,

PER SAPERNE DI PIU'