Blitz quotidiano
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Usa 2016. Hillary Clinton discorso su economia contro Trump

USA, WASHINGTON – Hillary Clinton promette di dare battaglia a Donald Trump in particolare in tema di economia, mettendo a le lacune del suo operato nel business e del suo programma economico.

Ha definito le idee del candidato repubblicano in materia “profondamente fuorvianti” e “pericolosamente incoerenti” e ha annunciato che a breve terrà un discorso incentrato proprio sull’economia.

Lo ha detto in un’intervista al Wall Street Journal, precisando che l’intervento seguirà il modello di quello pronunciato la scorsa settimana con focus sulla politica estera e durante il quale ha sferrato il più duro attacco fino ad ora contro il rivale repubblicano definendolo “inadatto” al ruolo di presidente e commander in chief.

Da parte sua Donald Trump ha già fatto sapere che lunedì pronuncerà un “importante discorso” inteso, ha detto,  a dimostrare come Hillary e Bill Clinton abbiano negli anni messo a punto quella che ha definito una “politica di arricchimento personale”.

Intanto la Clinton, a nomination assicurata, va a caccia di un vice.  Ora che si è  assicurata la nomination, l’ex first lady sa che la prossima mossa è una delle più  delicate: individuare come candidato alla vicepresidenza una figura che la aiuti a unire il partito, in vista del durissimo scontro con Donald Trump.    Per molti osservatori la scelta e’ praticamente obbligata, e non potrà che cadere su un esponente della sinistra liberal. Hillary, nonostante il trionfo finale in California, sa bene che non puo’ ignorare quanto accaduto durante le primarie democratiche. Una stagione che ha visto la nascita di un impetuoso movimento che reclama l’attuazione di agende piu’ progressiste e una politica non corrotta dal denaro e dagli interessi delle lobby. E’ il cosiddetto ‘popolo di Sanders’, formato in gran parte da giovani, che ora l’ex segretario di stato deve cercare a tutti i costi di portare dalla sua parte.

Se non vuole perdere una grande fetta di consensi nell’Election Day del prossimo 8 novembre.    Cosi’ in queste ore sono in molti sui media americani che azzardano l’ipotesi di un SANDERS vicepresidente. Molto dipendera’ dall’atteggiamento del senatore nei prossimi giorni. Al momento non sembra intenzionato ad arrendersi, promettendo battaglia fino alla convention di Filadelfia di fine luglio. Ma nelle prossime ore sara’ alla Casa Bianca da Barack Obama, che da settimane fa pressioni sul senatore.