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Usa 2016. Primarie, Donald Trump avanti in 10 su 14 stati

Donald Trump è in testa su 10 dei 14 Stati in cui si terranno le prossime primarie repubblicane. Secondo quanto scrive il New York Post, l'aspirante candidato alla presidenza sarebbe in vantaggio sugli sfidanti in Nevada, Alabama, Alaska, Georgia, Massachusetts, Tennessee, Virginia, Oklahoma, Minnesota, Arkansas, Colorado, Kentucky e Louisiana.

USA, NEW YORK – Donald Trump è in testa su 10 dei 14 Stati in cui si terranno le prossime primarie repubblicane. Secondo quanto scrive il New York Post, l’aspirante candidato alla presidenza sarebbe in vantaggio sugli sfidanti in Nevada, Alabama, Alaska, Ge, Massachusetts, Tennessee, Virginia, Oklahoma, Minnesota, Arkansas, Colorado, Kentucky e Louisiana.

In particolare in Massachusetts, il distacco su Marco Rubio è di 35 punti. Secondo i sondaggi Trump sarebbe in testa anche in Texas (circa il 6%), lo stato di Ted Cruz. Attualmente Trump ha in totale 61 delegati, 50 più di Cruz.

Per vincere la nomination repubblicana ne ha bisogno di 1236 su 2472. Tuttavia, secondo il Washington Post, l’incognita sono ora i voti di Jeb Bush, che di recente ha annunciato il ritiro dalla corsa e quelli di Ben Carson, il quale anche se non si è di fatto ancora ritirato, agli occhi di molti è già fuori.

Sempre secondo quanto scrive il Washington Post, la maggior parte degli elettori di Bush sarebbe orientata verso John Kasich, mentre i sostenitori di Carson per Rubio.

Naturalmente Trump esulta. ”Alla fine la sfida finale sarà tra me e Hillary Clinton”, dice. e si vede gia’ candidato repubblicano alla presidenza. Come sua controparte prevede appunto la ex segretario di stato, a meno che questa non venga incriminata per lo scandalo delle email da server privato quando era a capo della diplomazia americana.

“Penso che saremo io e Hillary – ha detto Trump in un’intervista alla Cnn – Onestamente credo che l’unico modo per fermarla sara’ una eventuale incriminazione”. Trump prevede inoltre che la sua corsa e quella di Hillary Clinton porteranno ad un’affluenza storica e alla conquista della maggioranza dei delegati ancor prima della convention repubblicana di luglio, mentre il magnate si attribuisce inoltre un grande seguito tra l’elettorato afroamericano: “Il 58% dei giovani afroamericani sono disoccupati – ha detto – molto più dei giovani bianchi ed e’ una situazione veramente drammatica”.