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Usa, Abdul Razak Ali Artan attacca campus in Ohio: 10 feriti. Allerta terrorismo

COLUMBUS – Un ragazzo somalo di appena 18 anni ha fatto irruzione in un campus a Columbus, in Ohio, e ha travolto una folla di persone con la sua auto, prima di estrarre un coltello e di essere ucciso dalla polizia. L’assalitore si chiamava Abdul Razak Ali Artan, originario della Somalia e studente del college teatro dell’attacco. La polizia americana non esclude che Abdul possa essere un “lupo solitario” del terrorismo islamico e ora l’allerta è alta negli Stati Uniti.

Secondo una prima ricostruzione, il giovane ha lasciato la Somalia con la famiglia nel 2007 come rifugiato e avrebbe vissuto in Pakistan prima di sbarcare negli Usa nel 2014 come residente permanente. Per ora non sono emersi collegamenti con gruppi estremisti, ma gli inquirenti non escludono l’ipotesi di un atto di terrorismo. Il capo della polizia di Columbus ha ricordato che quest’anno un uomo aveva già messo in atto un attacco con coltello e parlando di terrorismo ha detto:

“Penso che non dovremmo escludere questa possibilità”.

Il precedente recente è quello di Dahir Adan, 22 anni, un americano di origine somala ‘radicalizzatosi’ che lo scorso 19 settembre ha accoltellato nove persone in un centro commerciale di St. Cloud, Minnesota, invocando Allah e chiedendo ad almeno una delle sue vittime se era musulmano, prima di essere ucciso da un agente fuori servizio. L’attacco era stato poi rivendicato dall’Isis. Per questo ora indaga anche l’Fbi.

L’episodio del 28 novembre nel campus in Ohio invece è iniziato verso le 10 del mattino, ora locale, quando un uomo ha investito i passanti con un’auto e poi ha iniziato a colpire gli altri con un coltello da macellaio. Un’azione durata pochissimo, il tempo che un agente lo individuasse e lo neutralizzasse, uccidendolo. L’allarme, nel campus, è durato per alcune ore e tanta è stata la paura.

Sono seguite scene di panico, con gli studenti che correvano e urlavano. Ingente lo schieramento di polizia, ambulanze e vigili del fuoco, con le forze speciali in azione per setacciare tutti gli edifici nel timore di un complice nascosto. Ma dopo il controllo di un garage-parcheggio, l’allarme è stato revocato e tutti gli studenti, con i loro famigliari e amici, hanno potuto tirare un sospiro di sollievo.

Il governatore dell’Ohio, John Kasic, ha elogiato l’operato delle forze dell’ordine, che a suo avviso hanno evitato un bilancio peggiore. Anche la Casa Bianca è stata subito informata dell’attacco ma il suo portavoce, Josh Earnest, è stato prudente:

“Ci sono ancora molte informazioni da studiare e da raccogliere. Si tratta di una situazione difficile”.

Dietro la prudenza si intravede però si cela il timore dell’ennesimo lupo solitario dell’Isis, soprattutto dopo che due giorni fa il califfato aveva pubblicato un video di propaganda online, lanciando nuovi appelli ai lupi solitari dislocati tra Stati Uniti, Francia e Russia che conteneva espliciti richiami all’uso di “armi facili” per compiere attentati. Tra queste soprattutto il coltello, video comprensivo di una ‘lezione’ su “come sgozzare un miscredente”, auto contro la folla ed esplosivi fai da te, realizzati con ingredienti di facile reperibilità.

Queste proprio le modalità che hanno caratterizzato l’attacco del 28 novembre da parte di Abdul e per cui le autorità americane non escludono che l’attentato possa essere rivendicato dall’Isis. Nel video compaiono poi gli ultimi due numeri di Rumiyah (Roma, ndr) il nuovo magazine patinato dell’Isis con due pagine di istruzioni su attacchi con armi bianche e con automobili. Da un anno a questa parte non c’è solo l’Isis a lanciare l’appello perché i lupi solitari compiano attacchi: minacce agli Usa sono arrivate anche da al Qaida e dagli affiliati Shabaab somali.

(Foto Twitter)

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