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Usa, armato di spranga dice di avere una bomba: 15enne ucciso da polizia. Agente non verrà processato

 Ruben Urbina,

Ruben Urbina, il 15enne ucciso

WASHINGTON –  Un poliziotto ha sparato a un 15enne che, munito di spranga avanzava verso di lui sostenendo di avere addosso una bomba suicida. Ora il procuratore ha fatto cadere ogni accusa: l’agente era giustificato dalle circostanze.

Questa la storia: Ruben Urbina, uno dei migliori studenti al Pace West di Gainesville, è stato ucciso nei pressi della sua abitazione a Haymarket, un sobborgo di Washington. Il ragazzo aveva chiamato il 911 e affermato di avere una bomba legata al torace e che teneva in ostaggio la famiglia all’interno della loro abitazione.

I poliziotti hanno trovato Urbina davanti alla casa e lo hanno visto mentre colpiva la fidanzata del fratello con una spranga, scrive il Daily Mail. Paul Ebert, procuratore del Prince William County Commonwealth ha riferito che il ragazzo aveva problemi mentali e che la notte precedente aveva tentato il suicidio.

Il ragazzo, con atteggiamento minaccioso è andato verso gli agenti con la spranga ignorando il comando di abbassarla. Un poliziotto ha aperto il fuoco e sparato al ragazzo al torace: è morto davanti alla madre e al fratello. Dall’inchiesta è emerso che Ruben sembra volesse legare la madre con un cavo del telefono. E’ diventato sempre più aggressivo e a quel punto la donna è andata in un’altra stanza per chiedere aiuto al fratello di Ruben e alla fidanzata.

Hanno trovato Ruben nel garage e tentato di calmarlo ma secondo la polizia il ragazzo ha detto loro di aver chiamato il 911, voleva che gli agenti lo uccidessero, e minacciato i familiari con un coltello. Nel garage ha trovato anche una spranga e con quella ha continuato le minacce. A quel punto, sono arrivati gli agenti che hanno controllato la casa in cerca di eventuale esplosivo ma non ce n’era traccia.

La famiglia di Ruben, ancora scioccata, non ha voluto parlare del drammatico episodio ma detto soltanto che il ragazzo non era sotto l’effetto di alcol o droghe e che non c’era necessità di ucciderlo. “Era alto 1 metro e 50 e molto magro. Avrebbero potuto usare il taser”, ha riferito il padre Oscar Urbina a Fox News.

“E’ orribile. Lo stiamo ancora piangendo ma qualcuno ha detto che è un gesto giustificato. Ok. Arrivederci. La nostra famiglia è stata distrutta, non avremo più una vita”. L’uomo ha aggiunto che hanno assunto un avvocato per trovare delle risposte a quello che definisce l’omicidio di suo figlio. Il fratello 18enne del giovane, che ha assistito alla sparatoria, è traumatizzato e non è ancora tornato a casa.

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