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Usa catturano responsabile armi chimiche dell’Isis

BEIRUT – Il responsabile dell’unità che produce armi chimiche dell’Isis è stato catturato dalle forze speciali degli Stati Uniti nella città di Baghdad, in Iraq, il 9 marzo. L’intelligence americana non ha divulgano il nome dell’uomo catturato, ma alcune fonti lo identificano come Sleiman Daoud al-Afari, 50 anni e una carriera nella ricerca di armi chimiche e biologiche ai tempi del regime di Saddam Hussein.

L’agenzia americana cita due responsabili dei servizi segreti iracheni secondo i quali sarebbe il responsabile per le armi chimiche dell’Isis l’alto ufficiale jihadista che gli Stati Uniti hanno detto di aver catturato in un’operazione delle forze speciali il mese scorso in Iraq, ma di cui non hanno reso nota l’identità.

Le due fonti identificano ora l’uomo come Sleiman Daoud al-Afari, che avrebbe circa 50 anni, avrebbe lavorato ai tempi del regime di Saddam Hussein per un settore delle forze armate specializzato nella ricerca di armi chimiche e biologiche. L’amministrazione del presidente americano Barack Obama ha avviato dal dicembre scorso una nuova strategia contro lo Stato islamico che prevede operazioni di forze speciali nei territori da esso controllati per catturare o uccidere comandanti militari del ‘Califfato’.

Il New York Times, citando fonti del Pentagono, ha poi rivelato che un dirigente dell’Isis specialista in armi chimiche, catturato un mese fa da un commando americano in Iraq dove è attualmente detenuto, sta rivelando sotto interrogatorio informazioni su come il Califfato avesse in dotazione il gas mostarda in polvere e lo avesse caricato nei proiettili d’artiglieria, sottolineando che il gas non era abbastanza concentrato per uccidere ma poteva menomare le persone.


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