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Usa, ceo Grubhub ai dipendenti: “Se la pensate come Trump dimettetevi”. Parte boicottaggio

CHICAGO – L’amministratore delegato di Grubhub, compagnia che si occupa di ordinazioni online di pasti, scrive una email ai suoi dipendenti all’indomani della vittoria di Donald Trump alle elezioni americane: “Insultare e ridicolizzare le minoranze, gli immigrati e i disabili ha funzionato per mister Trump, ma questi comportamenti non hanno posto a Grubhub. Se non siete d’accordo potete rispondere a questa email con le vostre dimissioni”. E si scatena la protesta.

Su Twitter è partito un vero e proprio boicottaggio, all’insegna dell’hashtag #boycottgrubhub. In Borsa il titolo ha accentuato le perdite. Ma lui, Matt Maloney, si difende.

Nell’email di 300 parole inviata ai suoi 1.400 dipendenti, spiega il Chicago Tribune, il ceo di Grubhub ha rigettato le “politiche nazionaliste, xenofobe e di odio di Donald Trump”. Allo stesso tempo ha promesso che la compagnia combatterà per ogni impiegato che sia spaventato o si senta personalmente esposto da queste politiche. “Noi non tolleriamo atteggiamenti di odio nel nostro team”.

Interpellato sulla email dalla stampa, Maloney ha detto che la mail originale non voleva chiamare in causa direttamente tutti i sostenitori di Trump. “A Grubhub diamo il benvenuto e accettiamo impiegati con tutte le opinioni politiche, non importa per chi abbiano votato in questa o altre elezioni. Noi non discriminiamo sulla base dei principi di qualcuno. Il messaggio voleva promuovere l’inclusione e la tolleranza, a prescindere dall’affiliazione politica, durante questo periodo di transizione per il nostro Paese”.

In un tweet poi rimosso, Maloney ha aggiunto: “Per essere chiari, Grubhub non tollera l’odio e noi siamo fieri di tutti i nostri dipendenti, anche di quelli che hanno votato Trump”.

Il caso ha suscitato molto sdegno sui social network. Molti i commenti negativi su Twitter. Sull’Apple App Store la app di Grubhub aveva solo una stellina di rating. Tra i commenti, qualcuno ha scritto che i repubblicani “non sono graditi” come clienti del servizio. E non sono mancate accuse di discriminazione politica.

 


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