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Usa: missili Tomahawk lanciati su basi radar Yemen

WASHINGTON – Gli Stati Uniti hanno colpito nel corso della notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 ottobre con tre missili Tomahawk tre postazioni radar in una area dello Yemen sotto controllo dei ribelli sciiti Houthi, sulla costa del Mar Rosso.

Si tratta di un attacco di “autodifesa”, in risposta ai due attacchi missilistici dei giorni scorsi contro un cacciatorpediniere Usa in navigazione al largo delle coste yemenite, ha affermato il Pentagono.

Il presidente Barack Obama ha personalmente autorizzato l’attacco, su raccomandazione del Segretario alla Difesa, Ash Carter, e del Capo di stato maggiore interforze, generale Joseph Dunford, ha affermato un portavoce del Pentagono, che non ha fornito informazioni su eventuali vittime. L’attacco, sferrato dal cacciatorpediniere USS Nitze, è la prima azione di fuoco americana nell’ambito della guerra civile yemenita. Finora, gli Usa si erano limitati a fornire assistenza logistica alla coalizione a guida saudita che combatte contro i ribelli sciiti Houthi e i loro alleati, tra cui i sostenitori dell’ex presidente yemenita Ali Abdullah Saleh.

Si tratta di una azione compiuta dopo che domenica scorsa due missili sono stati lanciati contro il cacciatorpediniere americano USS Mason che era in navigazione davanti alle coste yemenite. Due missili sono poi stati lanciati contro la stessa unità anche ieri. In entrambi gli attacchi, i missili sono finiti in mare, e non hanno provocato alcun danno.


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