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Usa, ultima cena condannato a morte: riso, pollo, cime rapa

Il caso di Brandon Aston Jones ha suscitato critiche negli Stati Uniti per i tempi di attesa dell'esecuzione della condanna oltre che per un processo ritenuto ingiusto visto che all'epoca dei fatti Jones aveva un complice (che è stato giustiziato nel 1985), e l'accusa non ha mai stabilito chi abbia sparato il colpo

ATLANTA – Usa, ultima cena del condannato a morte: riso e pollo, rapanelli, cime di rapa saltate (sì, non si mangiano solo in Puglia), fagioli bianchi, pane di mais, pudding e punch alla frutta. Poi una preghiera e l’iniezione letale. E’ morto così Brandon Aston Jones, il più anziano detenuto nel braccio della morte della Ge (e il quinto più anziano degli Stati Uniti), giustiziato con un’iniezione letale la notte tra martedì e mercoledì (alle 6 ora italiana) per l’omicidio di Roger Tackett, impiegato di un minimarket nel 1979, durante una rapina.

Jones, che tra pochi giorni avrebbe compiuto 73 anni, fu condannato a morte 36 anni fa. L’esecuzione è stata ritardata di diverse ore affinché la Corte Suprema statunitense potesse valutare gli ultimi appelli degli avvocati di Jones.

I legali avevano infatti chiesto di bloccare l’esecuzione perché il loro assistito contestava la legge della Ge sull’iniezione letale e perché riteneva che la sentenza fosse sproporzionata al commesso.

Il suo caso ha suscitato critiche negli Usa per i tempi di attesa dell’esecuzione della condanna oltre che per un processo ritenuto ingiusto visto che, secondo il Death Penalty Information Center, all’epoca dei fatti Jones aveva un complice (Van Roosevelt Solomon, che è stato giustiziato nel 1985), e, nonostante avesse dichiarato di non aver mai sparato, l‘accusa non ha mai stabilito chi abbia sparato il colpo.

LA PENA DI MORTE – La pena di morte è legale in 31 dei 50 Stati americani. L’ultimo ad averla abolita è stato il Nebraska, nel maggio del 2015.

Il record di esecuzioni è detenuto dal Texas, che dal 1976 ha eseguito 533 condanne a morte, seguito dall’Oklahoma, con 112, e dalla Virginia, con 11.

Ad ottobre del 2015 erano quasi tremila i detenuti nel braccio della morte negli Stati Uniti.

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