Blitz quotidiano
powered by aruba

Vatileaks, Francesca Chaouqui: pare che Papa Francesco…

CITTA’ DEL VATICANO – Vatileaks, pare che papa Francesco sia sbottato contro Francesca Chaouqui. Un irrigidimento da parte del pontefice che sarebbe alla base della dura presa di posizione di padre Federico Lombardi, responsabile della sala stampa vaticana, che ha diffuso un comunicato. Ecco il retroscena svelato dal Messaggero:

Bugie troppe bugie. Stavolta sembra che sia stato il Papa a sbottare, stanco delle menzogne che Francesca Chaouqui, l’imputata al processo Vatileaks per associazione a delinquere e per aver divulgato documenti riservati a Nuzzi e Fittipaldi, (reato che prevede da 4 a 8 anni di carcere in Vaticano), continua a propagare per confondere le acque. A ridosso della fine del processo, ormai arrivato alle battute finali, il portavoce della Santa Sede padre Lombardi ha fatto alla Radio Vaticana una dichiarazione durissima, inusuale, cui diffida la ex lobbista di infangare gli uomini più a contatto con il pontefice, tra cui il Sostituto alla Segreteria di Stato, Angelo Becciu. “In occasione dell’ultima udienza del processo ha fatto alcune dichiarazioni, delle quali la stampa ha dato notizia, in cui ha mosso gravi accuse alla persona del Sostituto della Segreteria di Stato di aver agito scorrettamente nei suoi confronti» ha sottolineato il portavoce vaticano. Accuse che “dopo l’udienza, sono state ripetute in modo anche più grave e diffuse via Facebook dalla stessa imputata. Diventa perciò necessario – senza voler in alcun modo condizionare l’azione del Tribunale – smentire nel modo più netto tali accuse e far presente che, trattandosi di affermazioni calunniose, sono assolutamente inaccettabili e passibili di querela».

Il gendarme Stefano de Santis, ultimo testimone nel processo Vatileaks 2, ha riferito che l’arresto dell’indagata Francesca Chaouqui, durante l’interrogatorio del 31 ottobre scorso, fu deciso nel momento in cui lei riferì di aver trasmesso al giornalista Gianluigi Nuzzi un documento Word sul Vatican Asset Management, un progetto in corso di studio da parte della Commissione Cosea, quindi come tale – ha sottolineato il teste – “stra-riservato, che mai avrebbe dovuto essere divulgato”, perché il chirografo papale che ha istituito Cosea prevedeva la sua riservatezza e il fatto che dovesse riferire solo al Papa.