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Venezuela, Maduro vuole cambiare la Costituzione. Opposizioni: “Golpe”. Scontri nelle strade VIDEO

Venezuela, Maduro vuole cambiare la Costituzione. Opposizioni: "Golpe". Scontri nelle strade VIDEO

Venezuela, Maduro vuole cambiare la Costituzione. Opposizioni: “Golpe”. Scontri nelle strade (Foto Ansa)

CARACAS – Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha deciso di convocare una “Assemblea Costituente del popolo” per riformare la Costituzione e “portare la pace al nostro Paese”. E l’opposizione grida al golpe: l’Assemblea, infatti, verrà votata dalle corporazioni, non a suffragio universale.

“Non sto parlando di una Costituente dei partiti o delle élite, ha provato a spiegare Maduro in un comizio durante la tradizionale sfilata della Festa dei Lavoratori. Intendo dire una Costituente femminista, giovanile, studentesca, una Costituente indigena, ma anzitutto una Costituente profondamente operaia, decisamente operaia, che appartenga profondamente alle comune”.

Julio Borges, presidente del Parlamento (in mano all’opposizione) ha già denunciato che questa iniziativa equivarrebbe a “una Costituente truffa, inventata solo per distruggere la Costituzione attuale e cercare di fuggire così all’inesorabile verdetto delle elezioni” che il governo chavista ha ritardato o sospeso da quando ha perso la maggioranza nel Potere Legislativo, nel dicembre del 2015.

Nel corso del suo intervento alla Festa dei Lavoratori, Maduro ha anche annunciato un nuovo aumento del salario minimo, il terzo dall’inizio dell’anno. Il contestato presidente ha parlato di un incremento del 60% per tutti i lavoratori statali e per i pensionati. Il salario minimo è quindi rimasto fissato a 65.000 bolivares (moneta nazionale), pari al cambio ufficiale a circa 90 dollari.

Intervenendo a reti unificate tv, Maduro ha precisato che l’incremento riguarda anche il bonus alimentare: “In questi tempi di guerra economica, ha precisato, siamo qui per custodire, di fatto quasi ogni mese, il salario e il bonus, la famiglia del lavoratore, dell’operaio, del professionista e delle persone umili”.

La decisione è stata presa in mezzo ad una crisi economica devastante e all’ondata di proteste contro il ‘chavismo’ scattata, ormai quasi in forma ininterrotta, un mese fa. I morti delle ultime settimane sono 29, mentre ci sono centinaia di feriti e migliaia di persone fermate o arrestate.

Nel discorso tv, Maduro si è poi riferito, come in altre occasioni, “al colpo di Stato permanente promosso dalla destra fascista”, oltre a rendere noto, senza dare precisazioni, al fatto che il governo sta preparando “un nuovo scenario per porre fine a questo golpe perenne”.

Nelle stesse ore in cui Maduro parlava, in tutto il Paese ci sono stati ancora scontri di piazza tra polizia e manifestanti dell’opposizione. Le forze di sicurezza venezuelane hanno usato lacrimogeni contro centinaia di manifestanti che hanno sfilato per le strade di Caracas tentando di arrivare all’ufficio delle commissione elettorale nazionale ed alla sede della Corte Suprema.

Un gruppo di manifestanti è riuscito a penetrare in una base militare a est di Caracas, l’aeroporto intitolato al generalissimo Francisco De Miranda. I manifestanti sono stati respinti dalle forze di sicurezza della base che hanno sparato lacrimogeni e proiettili di gomma.

Durante gli incidenti a Caracas sono stati arrestati anche quattro giornalisti di una televisione locale, “Vivoplay”, che trasmette sul digitale.

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