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Vermicino, Nando Broglio è morto: addio al pompiere eroe che parlò per ore con Alfredino

Vermicino, Nando Broglio è morto: addio al pompiere che parlò per ore con Alfredino
Vermicino, Nando Broglio è morto: addio al pompiere che parlò per ore con Alfredino

Vermicino, Nando Broglio è morto: addio al pompiere che parlò per ore con Alfredino

ROMA – Se ne va un altro dei testimoni diretti della tragedia di Alfredino Rampi, il bimbo che 36 anni fa spezzò il cuore degli italiani, tutti incollati al televisore per tre giorni e tre notti prima di vederlo spirare in diretta tv. Nando Broglio, il Vigile del Fuoco che per ore e ore parlò con il piccolo precipitato nel pozzo di Vermicino mentre i suoi colleghi tentavano ogni soluzione per tirarlo fuori, è morto mercoledì 28 giugno vicino Roma, dove abitava.

La tragedia cominciò alle 19 del 10 giugno 1981, quando Alfredino, che era andato con i genitori nella casa di campagna alle porte di Roma, cadde in un pozzo artesiano. Per cercare di tiralo fuori si provò ogni strada – compreso scavare un tunnel parallelo al pozzo – mentre tutto attorno centinaia di persone seguivano le operazioni e il resto d’Italia stava in apprensione davanti alla tv. A Vermicino andò anche Sandro Pertini: il presidente della Repubblica, commosso, parlò con Alfredino e i Vigili del Fuoco che lavoravano senza sosta. Tre giorni e tre notti tutte in diretta, di tentativi tutti falliti, che si conclusero con la morte del piccolo.

Tra i vigili del fuoco impegnati c’era anche Nando, l’uomo che – ricorda oggi il Corpo dei vigili del fuoco in un tweet – parlò senza sosta con lui, attraverso un megafono, per ore e ore, cercando di sostenerlo e di stargli vicino. Nando all’epoca aveva 43 anni e passò tre giorni e tre notti vicino ad Alfredino. Un’esperienza che, come ha raccontato nel 2001 in un’intervista all’Ansa, gli segnò la vita per sempre.

“Non so come facevo, che cosa riuscivo a dirgli per consolarlo, forse pensavo a quello che avrei detto ai miei quattro figli, che erano poco più grandi di lui, quando avevano paura”. Nando disse ad Alfredino che lo avrebbe portato a vedere la sua caserma. E poi che lo avrebbe fatto salire sulla macchina dei vigili del fuoco e che non doveva avere paura dei colpi che sentiva (i colleghi di Nando stavano scavando un pozzo parallelo per cercare di raggiungere il piccolo, ndr), perché quello era Mazinga (un robot dei cartoni animati degli anni ottanta), che veniva a liberarlo.

Dopo la voce della mamma, quella di Nando era per Alfredino, stretto in quel buco nero, la voce del suo miglior amico. “Ricordo che c’e stato un momento che mi ero allontanato per un bisogno fisiologico – raccontò Broglio – e mi sono subito venuti a chiamare, perché Alfredino mi aveva cercato”. Quando però il piccolo precipitò ancora più giù, la sua voce cominciò ad arrivare a Nando sempre più flebile. “Sicuramente le sue condizioni con l’ulteriore caduta erano peggiorate. Anche la nutrizione con la sonda – ricordò sempre nel 2001 Nando, commuovendosi ancora 20 anni dopo, – non è stata più possibile. Il bambino, che pure aveva dimostrato di avere doti di resistenza superiori alla media, dopo tre giorni, stremato, probabilmente ha perso conoscenza. L’ascolto era difettoso: all’esterno arrivavano ormai solo dei flebili lamenti e l’ultima cosa che abbiamo sentito da lui è stata che aveva tanto freddo”.

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