Blitz quotidiano
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Video vendita feti dopo aborto? Bufala dei pro-life Usa

Hanno accusato l'organizzazione Planned Parenthood di praticare l'aborto e vendere i feti mostrando dei video come prova: erano bufala degli anti-abortisti

WASHINGTON – Esistono dei video che affermano di dimostrare il traffico illegale di feti dopo l’aborto da parte della Planned Parenthood, l’organizzazione no profit che si occupa di servizi medici per la genitorialità pianificata. Video che però si sono rivelati una bufala creata e montata ad hoc da un gruppo anti abortista per perorare la propria causa negli Stati Uniti. Il video sulla presunta vendita di tessuti aveva suscitato lo sdegno dei politici repubblicani, tanto che l’organizzazione ha rischiato il taglio dei finanziamenti e mesi fa è stata vittima di un assalto armato in cui 3 persone sono state uccise.

Repubblica scrive che l’aborto è un tema caldo negli Stati Uniti, tanto da dividere anche i politici e comparire anche nelle campagne elettorali per la corsa alla Casa Bianca del 2016:

“Un gran giurì di Houston ha stabilito che l’organizzazione non ha commesso alcun misfatto e ha invece incriminato due anti abortisti del “Centro per il progresso medico” che avrebbero registrato segretamente, alterandone il contesto, dirigenti del Planned Parenthood mentre discutevano della vendita di feti abortiti per la ricerca. L’aborto è uno dei temi che divide Repubblicani e Democratici, anche nella corsa verso la Casa Bianca. A Colorado Springs, nei mesi scorsi, ci fu un assalto armato contro una clinica inserita nel sistema del Planned Parenthood in cui furono uccise tre persone.

Intanto, la Corte suprema Usa ha respinto oggi un ricorso dello Stato del Dakota del nord che mirava a limitare la possibilità delle donne di abortire dal momento in cui sono udibili i battiti cardiaci, ossia dopo la sesta settimana, quando molte donne non sono ancora certe di essere incinte. E’ quanto prevedeva una legge – di ispirazione repubblicana – adottata dallo stesso Stato nel 2013 ma già respinta da una corte d’appello, che aveva fatto valere la giurisprudenza in vigore, secondo cui una donna può abortire negli Usa finché il feto non è ritenuto vitale, ossia prima della 23-24/ma settimana. Una norma che risale al 1973″.


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