Blitz quotidiano
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Vincenzo D’Allestro morto a Dacca: la moglie riconosce cadavere da foto

CASERTA – C’è anche il nome Vincenzo D’Allestro nella terribile lista del folle assalto jihadista a Dacca, in cui hanno perso la vita 9 italiani. A dare un nome a quel cadavere è stata la stessa moglie, Maria Assunta Gaudio, che lo ha riconosciuto in foto. D’Allestro, 46 anni, era in Bangladesh per uno dei suoi tanti viaggi d’affari, che spesso faceva con la moglie. Amava il suo lavoro e la moglie, ricordano amici e parenti: “Erano felicissimi”. Viaggiavano spesso insieme ma questa volta Maria Assunta non l’aveva seguito. Poi la tragica scoperta dai telegiornali.

Il giorno dopo la notizia c’è sconcerto, disorientamento e anche rabbia nelle quattro comunità colpite dalla tragedia: Acerra, in provincia di Napoli, dove il 46enne risiedeva con la moglie. Così come a Piedimonte Matese, San Potito Sannitico e Alife, dove la coppia aveva le proprie origini e la maggior parte dei propri familiari. La moglie di D’Allestro si è chiusa nel proprio doloroso silenzio, nella casa dei genitori ad Alife, in località San Vittore, circondata dall’affetto dei parenti che ne tutelano anche la privacy.

“C’è tensione tra i cittadini – dice il sindaco di Piedimonte Enzo Cappello – perché fa male sapere come è morto D’Allestro; era a Dacca per lavoro, e non meritava questo. La famiglia si è stretta fortemente attorno a Maria Assunta, e sta affrontando la situazione con grande sobrietà. Sul lutto cittadino decideremo appena sapremo quando torneranno le salme e come e quando si terranno i funerali”.

“Siamo molto scossi – dice il sindaco di San Potito, Franco Imperadore – la tragedia ci colpisce tutti, e si fa fatica a reagire; abbiamo messo la bandiera a lutto e sospeso ogni attività comunale”. “Siamo vicini al dolore delle due famiglie coinvolte nella tragedia – aggiunge il sindaco di Alife, Salvatore Cirioli – soprattutto siamo vicini alla famiglia della moglie della vittima, Maria Assunta Gaudio, nostri concittadini residenti in località San Vittore. Non ci sono parole per descrivere lo stupore per tanta malvagità”.

Ad Acerra il dolore per la sua morte si respira in strada, tra i fedeli in attesa davanti al Duomo per la Messa. “Ci ammazzano come bestie – afferma uno di loro – come si può uccidere una persona solo perché crede in un altro Dio? Non si può. Ci sentiamo vicini a Maria per la perdita di Vincenzo, anche se non lo abbiamo conosciuto. E siamo vicini a tutte le famiglie italiane e straniere che hanno perso un loro caro”.

Ma il dolore corre anche sulle bacheche dei social network, dove si moltiplicano le bandiere italiane listate a lutto sui profili degli acerrani: uno dei primi a cambiare la propria foto su Facebook è stato il sindaco Raffaele Lettieri che ha voluto rendere pubblico in questo modo il dolore per la strage, mettendo la stessa bandiera a lutto anche sul sito del Comune. Lettieri ha ribadito che per il 46enne sarà proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali.

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