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Virus Zika, allarme: Donne incinte non vadano in Sudamerica

Dopo l'epidemia di microcefalite in Brasile il virus Zika arriva anche in Texas e gli Usa lanciano allarme per le donne incinte: "Non viaggi in Sudamerica"

 

NEW YORK –  Le donne in gravidanza non viaggino nei paesi del sud America a rischio di contagio da virus Zika. A lanciare l’allarme è il Centers for Disease Control and Prevention, Cdc, dopo il primo caso di virus Zika diagnosticato in Texas. Il virus causa gravi anomalie al feto e in Brasile si teme che l’epidemia di microcefalia che ha colpito i neonati, ed è decuplicata, possa essere legata proprio alla grande diffusione del virus contratto dalle donne incinte. Il virus è stato di recente inserito nella classifica della 8 malattie più pericolose redatta dall’Organizzazione mondiale della Sanità, Oms.

Il virus viene trasmesso dalle zanzare ed è arrivato in sud America lo scorso maggio. In Brasile è il primo indiziato per l’aumento dei casi di bambini nati con la microcefalia, una malformazione che comporta una crescita ridotta della testa e altri problemi neurologici, passati da poche centinaia a oltre duemila. L’area dove il virus è presente si è già estesa a diversi paesi del sud e del centro America, e un caso si è avuto pochi giorni fa anche in Texas.

Uno studio proprio del Cdc ha trovato tracce di Zika nei tessuti di due bambini nati con microcefalia in Brasile e in altri due nati morti, mentre i medici brasiliani lo hanno trovato nel liquido amniotico di tre donne con feti malformati. Il virus è presente anche in Egitto, India, Indonesia e in diversi paesi dell’Africa centrale e un portavoce del Cdc ha dichiarato:

“Stiamo consultando esperti esterni all’agenzia, ma questa potrebbe essere la prima volta che emettiamo un avviso specifico per le donne in gravidanza”.