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Virus Zika, quinto caso in Italia. Onu: “Sì aborto ovunque”

Il quinto caso di contagio da virus Zika è stato registrato in Italia, mentre l'Onu da Ginevra lancia un appello: "Aborto e contraccezione legali ovunque"

GINEVRA – Il quinto caso di contagio da virus Zika è stato registrato in Italia e intanto l’Onu ha lanciato un appello affinché a tutte le donne sia permessa la contraccezione e l’aborto, anche in quei paesi dove sono vietate. A prendere la parola è l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Ra’ad Al Hussein, per arginare l’epidemia di virus Zika ormai dilagante.

Il nuovo caso in Italia è stato registrato a Treviso, dove una donna tornata dal Venezuela è stata ricoverata lo scorso dicembre all’Ospedale Ca’ Foncello ed è stata dimessa dopo pochi giorni di degenza. La direzione dell’Azienda Ulss 9 di Treviso ha reso noto che le analisi portate a termine presso l’Istituto di Microbiologia dell’Università di Padova hanno invece dato esito negativo riguardo al presunto caso di contagio da virus Zika riscontrato dal reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale Ca’ Foncello su una signora latinoamericana, la settimana scorsa. Ad oggi, sono cinque i casi noti di contagio da virus Zika in Italia e tutti i paziento sono guariti.

Intanto l’Alto funzionario dell’Onu ha lanciato un appello perché le donne siano più tutelate contro il virus Zika e il possibile rischio di microcefalia per i bimbi delle donne contagiate:

“Le leggi che limitano l’accesso ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva, compresa la contraccezione e l’aborto, in violazione delle norme internazionali devono essere abrogate e la difesa dei diritti umani delle donne è essenziale. I servizi di salute sessuale e riproduttiva completi includono la contraccezione – tra cui la contraccezione d’emergenza – l’assistenza sanitaria materna e servizi di aborto sicuro nella misura massima della legge”.

Nella nota pubblicata dall’Onu a Ginevra si legge anche che il consiglio dei governi di rinviare le gravidanze, soprattutto nei paesi più colpiti dove c’è un’alta incidenza anche di violenza sessuale, rende più complicata la situazione:

“Il consiglio formulato da alcuni governi alle donne di ritardare la gravidanza ignora la realtà del fatto che molte donne e ragazze non possono semplicemente esercitare il controllo su se o quando o in quali circostanze rimanere incinte, soprattutto in un ambiente in cui la violenza sessuale è così comune.

In situazioni in cui la violenza sessuale è dilagante e i servizi per la salute sessuale e riproduttiva vengono criminalizzati, o semplicemente non sono disponibili, gli sforzi per fermare questa crisi non saranno potenziati ponendo l’accento sui consigli a donne e ragazze a rinunciare alla gravidanza. Molte delle questioni chiave ruotano intorno fallimento degli uomini di sostenere i diritti delle donne e delle ragazze, e una serie di misure forti devono essere prese per affrontare questi problemi di fondo.

In un comunicato l’Unfpa (United Nations Population Fund), la più grande Agenzia mondiale per la salute riproduttiva e materna, lancia il suo monito:

“Le donne e le ragazze devono essere messe in grado di decidere in maniera informata sulla loro salute riproduttiva e sui metodi di pianificazione familiare. Il monito dell’ Unfpa si dirige in particolare ai Paesi dell’America latina, dove il virus Zika è più diffuso e le resistenze culturali alla libertà di decisione femminile possono essere più radicate. Il direttore esecutivo, Babatunde Osotimehin, ha fatto presente nella nota “l’importante ruolo dell’Agenzia”, che tra l’altro distribuisce metodi contraccettivi profilattici. Osservando che l’ Unpfa, continuerà  a rendere disponibili le informazioni sul virus Zika nei vari Paesi per aiutare le donne a proteggere la salute propria e dei possibili bambini.