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Virus Zika spaventa la Florida: bloccate le donazioni di sangue

WASHINGTON – Il virus Zika spaventa la Florida e il 28 luglio tutte le donazioni di sangue sono state bloccate per chiunque sia stato nelle contee di Miami o di Broward nelle ultime quattro settimane. Proprio quelle contee infatti potrebbero essere le zone in cui si sono verificati i primi casi di contagio da virus Zika negli Stati Uniti e non dopo viaggi in paesi dell’America Latina dove il virus ormai ha carattere epidemico.

A decidere poche ore fa la sospensione delle donazioni di sangue e plasma da residenti o turisti nello Stato del Sole è stata la Food and drug administration (Fda). Che in una nota sul suo sito precisa che si tratta di una misura precauzionale ma ritenuta necessaria, mentre il ministero della sanità conduce analisi epidemiologiche su

“di un numero di casi di Zika accaduti nelle contee di Miami-Dade e di Broward. Forse i primi di casi di trasmissione del virus Zika da zanzare negli stessi Stati Uniti”.

Intanto salgono a a quattro in Florida i casi di infezione da virus Zika ‘misteriosi’, cioè non dovuti a viaggi nelle zone colpite. Lo ha comunicato il Cdc statunitense, secondo cui è sempre più probabile che si tratti di una trasmissione autoctona, tramite zanzara, la prima sul territorio nordamericano.

I due nuovi casi, ha spiegato Tom Skinner, portavoce del Cdc, riportato dalla Cnn, si sono verificati nelle stesse zone dei primi due, risalenti alla scorsa settimana, su cui si stava indagando. Secondo le linee guida statunitensi si può parlare di trasmissione autoctona se si hanno due o più casi in un’area di circa due chilometri di diametro, proprio come sembra essere avvenuto in Florida, con uno dei nuovi due pazienti che è nella contea di Miami-Dade, dove già ce n’era uno dei precedenti, e l’altro che è stato trovato nella contea di Broward, anche in questo caso sede di un caso precedente.

“Questi casi – sottolinea Skinner – hanno un andamento simile a quelli di altre malattie trasmesse da zanzare, come Dengue e Chikungunya, che abbiamo visto nel sud della Florida negli anni scorsi”.

Proprio per studiare meglio l’andamento dell’epidemia in Brasile, dove invece la trasmissione autoctona è ben documentata, l’azienda Ibm ha annunciato che metterà a disposizione della Oswaldo Cruz Foundation (Fiocruz) alcune delle proprie tecnologie, oltre che inserire la ricerca sul virus fra gli obiettivi del proprio ‘supercomputer’ virtuale.

“Fiocruz – spiega l’azienda – contribuirà a rintracciare la diffusione di Zika utilizzando tecnologia sviluppata da IBM, con l’obiettivo di analizzare indizi che vanno dalle osservazioni aneddotiche rilevate da ciascun individuo attraverso i social media, ai dati ufficiali circa i viaggi della popolazione”.