Blitz quotidiano
powered by aruba

Vuole entrare nell’Isis e madre glielo impedisce: la uccide

Il figlio voleva unirsi all'Isis e la madre ha cercato di dissuaderlo. Lui per tutta risposta l'ha giustiziata in pubblico a Raqqa, in Siria

RAQQA – La madre voleva dissuaderlo dal diventare un jihadista dell’Isis e lui l’ha uccisa. La storia dell’aspirante jihadista di 20 anni arriva da Raqqa, in Siria, ed è stata riportata dall’Osservatorio siriano per i diritti umani.

Il giovane avrebbe giustiziato la madre in pubblico, colpevole di aver ostacolato il figlio nel suo proposito di unirsi allo Stato Islamico. Una notizia che, sottolinea Reuters, non è stata ancora verificata.

Marta Serafini sul Corriere della Sera scrive che stando a quanto scritto dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, la donna di 40 anni aveva cercato di avvertire il figlio che l’Isis sarebbe stata battuta dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti e gli avrebbe chiesto di desistere dal suo obiettivo e di lasciare la città con lei:

“Il miliziano ha raccontato le dichiarazioni della madre al gruppo e la donna è stata sequestrata. Poi, l’esecuzione nella piazza vicino all’edificio della posta, dove lavorava la donna, di fronte a centinaia di persone.

La notizia è stata ripresa anche dagli attivisti anti Isis di Raqqa is Being Slaughtered Silently (Raqqa viene massacrata nel silenzio) che nei giorni scorsi ha denunciato altre atrocità commesse dai jihadisti, tra cui l’omicidio della giornalista Raqia Hassan. Gli attivisti riportano anche il nome della donna, Leen Al Qasem e del figlio ventenne Ali Saqr. E hanno postato una foto di quest’ultimo.

Secondo l’Osservatorio i jihadisti di Isis negli ultimi 18 mesi hanno giustiziato più di 2.000 civili, con l’accusa di omosessualità, stregoneria e apostasia. Ma negli ultimi mesi tra le fila dello Stato Islamico si sono verificate anche una serie didiserzioni che evidentemente i leader dell’organizzazione cercano di contrastare con esecuzioni in pubblico. Inoltre un gruppo di madri di foreign fighters aveva scritto una lettera ai figli per convincerli a tornare indietro”.


PER SAPERNE DI PIU'