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War Machine, ex campione arti marziali condannato a 36 anni. Ex fidanzata: “Mi vuole uccidere”

War Machine, ex campione arti marziali condannato a 36 anni. Ex fidanzata: Mi vuole uccidere

War Machine, ex campione arti marziali condannato a 36 anni. Ex fidanzata: Mi vuole uccidere

LAS VEGAS – Nonostante l’ex campione di arti marziali Jonathan Koppenhaver, in arte “War Machine”, macchina da guerra, sia stato condannato da un tribunale di Las Vegas a scontare 36 anni di prigione, l’ex fidanzata Christine Mackinday, ex attrice a luci rosse, teme ancora per la propria incolumità.

Christine, in arte Christie Macke, è stata infatti picchiata e violentata dal campione ed ex fidanzato, che dovrà scontare una lunga pena in prigione. “Non so quanti anni di carcere dovrebbe scontare affinché io possa stare tranquilla. Quello che so, però, è che quando uscirà dal carcere verrà a uccidermi” ha detto al giudice la ragazza in una dichiarazione.

Macke ora è un’avvocatessa che si batte per le vittime di violenza domestica. War Machine, invece, ha riferito che dal 15 agosto 2014, giorno del suo arresto, ha scoperto la pace e la religione, ed è “finalmente in grado di capire ciò che accade nella sua testa”. “Non c’è giorno in cui io non mi penta per ciò che ho fatto. Odio la mia impulsività, odio me stesso” ha detto Koppenhaver.

L’uomo è stato arrestato a marzo per più di 20 reati, inclusi violenza sessuale e rapimento. Corey Thomas, testimone amico della Mackinday, che era presente il giorno dell’aggressione, ha chiesto ai giudici di valutare anche il passato violento dell’uomo. Gli avvocati di Koppenhaver, però, hanno incentrato la propria difesa sulle violenze subite da piccolo, sia fisiche che emotive: a 13 anni, il padre morì tra le sue braccia, la mamma era un’alcolista e dipendente dall’eroina. Inoltre, per lunghi anni, il trentacinquenne ha assunto dosi quotidiane di steroidi, che potrebbero aver agito sul suo equilibrio mentale.

Il processo si è prolungato per tre anni e Koppenhaver ha spesso espresso la sua opinione, criticando giudici e pubblici ministeri, attraverso i social media. Resta un mistero come abbia fatto a pubblicare quelle notizie, dal momento che era in carcere. In tribunale, la ragazza ha dovuto testimoniare e raccontare i ripetuti abusi durante i 15 mesi di relazione. Mackinday ha spiegato ai giudici di non essere più in grado di avere rapporti normali, di vivere nella paura costante a causa delle minacce di Koppenhaver, che le disse di avere degli amici che l’avrebbero uccisa se fosse stato arrestato per le percosse.

La giuria, composta da sei uomini e sei donne, ha deliberato per un totale di undici ore in due giorni, prima di emettere il verdetto. L’uomo è stato riconosciuto colpevole di varie accuse, tra cui violenza sessuale, sequestro di primo grado, violenze sulla sua fidanzata e su un altro uomo. Koppenhaver era stato arrestato per aver aggredito la donna lo scorso agosto nella loro residenza lasciandola con 18 ossa rotte, il setto fratturato, diversi denti mancanti, alcune vertebre incrinate e problemi al fegato.

Secondo il racconto della donna fatto ad un giudice, tra i due non erano inusuali rapporti con “commenti a sfondo violento”, ammissione arrivata dopo che il campione ha dichiarato di aver detto più volte che “i veri uomini violentano le donne”. “

Si ricorda Koppenhaver ripetere la frase “i veri uomini violentano?”” ha chiesto l’avvocato della difesa all’attrice, secondo quanto pubblicato dal Las Vegas Review-Journal. La Mack, inizialmente, ha risposto che l’esclamazione era un semplice gioco tra di loro: “Era una frase che ripeteva spesso, e che io ripetevo a lui”. La donna ha poi raccontato di aver rivelato all’ex fidanzato la volontà di essere violentata per finta, simulazione che, però, non avvenne mai. Inizialmente, il lottatore si è dichiarato non colpevole dei 34 capi di imputazione: violenza, rapimento e tentato omicidio. Koppenhaver ha creato delle controversie nella sala del tribunale inviando dei baci a un’avvocata e ridendo mentre la Mack, in lacrime, descriveva la presunta violenza.

Durante l’aggressione, con la ragazza era presente un amico, Corey Thomas, il quale è stato a sua volta picchiato da Koppenhaver, che lo riteneva l’amante della fidanzata. Secondo il racconto della polizia, il campione avrebbe fatto irruzione in casa della Mack, che al momento era in compagnia dell’amico. La coppia si era conosciuta nel 2013, quando la Mack era già una attrice per film per adulti; Koppenhaver si mostrò immediatamente incline alla gelosia e agli abusi, ma “al tempo ero follemente innamorata di lui e pensavo ‘non accadrà mai più, ne sono sicura’” ha dichiarato la donna in Tribunale.

 

 

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