Blitz quotidiano
powered by aruba

Yahoo! hackerata, utente fa causa: “Negligente”. Ad Mayer sapeva?

NEW YORK – Yahoo! è accusata di “negligenza” per non aver preso misure adeguate nel far fronte al cyberattacco del 2014, con il conseguente furto di dati di 500 milioni di persone, quasi la metà della platea di iscritti. Per questo uno dei suoi utenti ha fatto causa al motore di ricerca. Secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg, l’azione legale rischia di tramutarsi in una class action.

La notizia mette ancora più in imbarazzo l’azienda di Sunnyvale finita nella bufera dopo le rivelazioni del Financial Times, secondo il quale l’amministratore delegato di Yahoo! Marissa Mayer, sapeva tutto ma non ha detto nulla agli investitori, alle autorità né tanto meno a Verizon.

Secondo quanto riportato dall’autorevole quotidiano britannico, Meyer sarebbe stata messa al corrente già nel mese di luglio dell’indagine interna avviata su un maxy cyber attacco del 2014. Mentre il Wall Street Journal aggiunge un dettaglio ancor più inquietante: i manager di Yahoo! avrebbero individuato hacker nei loro sistemi nell’autunno del 2014. E hanno ritenuto fossero legati alla Russia con l’intento di ottenere dati di 30-40 utenti dei servizi online di Yahoo! Secondo le fonti citate dal Wsj non è chiaro però se si tratti dello stesso attacco che ha portato al furto dei dati di 500 milioni di persone. L’intrusione è stata scoperta alcune settimane dopo l’attacco e Yahoo! l’avrebbe comunicata all’Fbi.

Proprio a luglio Meyer era impegnata nelle trattative che poi hanno portato all’acquisto del motore di ricerca da parte di Verizon per 4,8 miliardi di dollari. “Era assolutamente a conoscenza e ha partecipato all’indagine fin dall’inizio” afferma una fonte con il Financial Times, mettendo in evidenza che se Mayer avesse parlato la Sec, la Consob americana, sarebbe intervenuta.

Per Mayer e per Yahoo! si tratta di un duro colpo, che mette a rischio l’acquisizione da parte di Verizon, venuta a conoscenza del cyber attacco solo martedì scorso. Mayer, arrivata a Yahoo! come la possibile salvatrice, rischia così di venire travolta dallo scandalo sulla gestione dell’attacco.

Arriva intanto la prima causa, che diventa subito una class action per quello che è stato definito il maggiore attacco hacker della storia. L’accusa mossa a Yahoo! è di negligenza per non aver preso le misure appropriate per tutelare i propri utenti. ”Ha fallito nel tutelare informazioni sensibili e questo è inaccettabile – si legge nella memoria depositata in tribunale – Il fatto che un attacco di questa grandezza non sia stato individuato da un gigante tecnologico come Yahoo! per due anni è sconvolgente”.