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Yahoo!, ragazzo accusato di essere hacker del governo russo: a 22 anni Lamborghini e Ferrari

Yahoo!, ragazzo di 22 anni accusato di essere hacker del governo russo

Yahoo!, ragazzo di 22 anni accusato di essere hacker del governo russo

OTTAWA – Un ragazzo canadese, accusato di aver violato il sistema di posta elettronica di Yahoo! per conto del governo russo, è apparso in tribunale per chiedere la libertà provvisoria in vista di un’udienza che determinerà  se dovrà essere estradato o meno negli Stati Uniti durante il processo.

Karim Baratov, 22 anni, è una delle quattro persone accusate dal governo americano di lavorare per Dmitry Dokuchaev, un noto hacker del servizio di sicurezza FSB russo, successore del KGB. Non è chiaro se Baratov fosse a conoscenza o meno del fatto che stava lavorando per l’FSB. La Corte Superiore dell’Ontario non si è pronunciata sulla richiesta di uscita su cauzione e l’11 aprile ascolterà gli avvocati.

L’attacco sferrato a Yahoo nel 2014 colpì 500 milioni di account, danneggiando la reputazione della compagnia e minacciando l’offerta di acquisto da parte della Verizon Communications che, a seguito della violazione, diminuì l’offerta di 350 milioni di dollari.

Baratov ha riferito al giudice di aver vissuto con  i genitori fino al 2015 e che possedeva una  Mercedes e una BMW mentre ancora frequentava il liceo. Il suo business cominciò nel 2014, quando decise di aprire una società web che proteggesse dagli attacchi hacker: a soli 20 anni Baratov cominciò a guadagnare cifre da capogiro, che gli permisero di traslocare in una casa da 600mila dollari e acquistare una Lamborghini, una Porsche e una Aston Martin.

Poco prima di essere arrestato, il ragazzo aveva dichiarato alle autorità di non avere soldi sul proprio conto bancario, ma durante una perquisizione nella sua abitazione la polizia ha trovato circa 30mila dollari in contanti. Secondo un report stilato dal governo statunitense, Baratov venne pagato per accedere a 80 caselle elettroniche, incluse 50 email Google appartenenti a politici e burocrati russi, avvalendosi di false email che invitavano le vittime ad inserire dati sensibili. Le password sarebbero poi state vendute per 100 dollari l’una, come dichiarato dal Dipartimento per la Giustizia.

Gli hacker puntavano a persone con interessi politici e altre vulnerabili a frodi finanziarie: la lista includeva militari della Casa Bianca e corpi diplomatici. “Mio figlio conosce bene ciò che penso sul governo russo, sa perché ci siamo spostati in Canada. Non volevo vivere in quel contesto”, ha detto il padre al giudice, offrendo di mettere la propria casa da 840mila dollari a garanzia; l’immobile rappresenterebbe i risparmi di una vita e verrebbe usato come garanzia affinché il ragazzo non tenti la fuga. “Creerò delle condizioni tali che, in confronto, la prigione a mio figlio sembrerà un paradiso”, ha spiegato il padre.

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