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Yellowstone, ragazzo cade in sorgente idrotermale: muore disciolto in acqua

PORTLAND – Una gita al parco di Yellowstone, negli Stati Uniti, si è trasformata in tragedia. Colin Nathaniel Scott, 23 anni, è uscito dai percorsi stabiliti del parco ed è caduto in una sorgente idrotermale, morendo disciolto nelle acque acide dalle altissime temperature. I soccorritori hanno cercato il corpo di Scott, 23 anni e originario di Portland, ma dopo 24 ore si sono arresi: del ragazzo non è rimasto più nulla, se non qualche effetto personale.

Federica Macagnone sul Messaggero scrive che il giovane Colin non è il primo a rimanere vittima dei 300 geyser e delle 10mila sorgenti idrotermali del Parco nazionale di Yellowstone nel Wyoming, dove le acque raggiungo i 200 gradi e hanno un’alta acidità.  Dal 1980 ad oggi sono almeno 22 le persone cadute al loro interno e diversi i visitatori rimasti feriti, anche con ustioni gravi per essersi avvicinati troppo alle acque bollenti.

Per questo motivo i responsabili del Parco hanno imposto il divieto di attraversarlo, se non sulle passerelle di sicurezza, e “i fuori pista” come quello scelto da Colin e dalla sorella possono costare la vita:

“Martedì il ragazzo e sua sorella Sable erano in visita al parco quando hanno deciso di non seguire più il percorso guidato e di abbandonare l’intreccio di passerelle che si snodano tra i geyser e le sorgenti che consentono ai turisti di visitare l’area in tutta sicurezza. Attratti dalla possibilità di poter ammirare queste meraviglie della natura più da vicino, si sono avvicinati all’area del Geyser Basin Norris, quello con le acque più calde, che si trova nella zona nord occidentale: sono bastati pochi passi perché la fragile crosta che circondava la sorgente si rompesse sotto il peso del ragazzo. Sable ha immediatamente chiamato i soccorsi: dopo 24 ore le ricerche sono state dichiarate chiuse.

«Hanno lavorato per un giorno intero – ha detto la portavoce del parco, Charissa Reid – Siamo stati in grado di recuperare alcuni effetti personali, ma del ragazzo non c’era alcuna traccia. Ci siamo arresi davanti all’evidenza che, con queste temperature altissime e l’acidità delle acque, non c’è più nulla da recuperare».

«Questa tragedia deve far riflettere – ha detto il sovrintendente del parco, Dan Wenk – Dobbiamo sempre ricordarci che non seguire le norme può essere pericoloso e addirittura fatale in un’area come la nostra. Chi viene qui si deve spostare solo ed esclusivamente sulle passerelle»”.

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