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YOUTUBE Afghanistan: incinta, marito la picchia, le recide genitali e…

KABUL – Incinta di sei mesi, viene picchiata selvaggiamente dal marito, che le ha reciso anche parte dei genitali, e perde il bambino. Lo scioccante episodio di violenza è accaduto in Afghanistan, ad Ashkamish nella provincia di Takhar.

La vittima, che ha 20 anni, ha affermato che suo marito l’ha aggredita con un bastone di legno, le ha tagliato i capelli e rasato parte della testa, suocera e cognata lo hanno aiutato a legare la giovane donna con una corda e poi colpita fino a farle perdere i sensi.

Ramz Ara, a capo del Woman’s Affairs Department di Takhar ha fortemente condannato l’aggressione.”E’ stata mutilata e a causa della violenza ha perso il suo bambino”, ha detto Ramz Ara a Tolo News. La vittima è attualmente ricoverata in ospedale a Kunduz.

Abdul Khalil Aseer, portavoce della Questura di Takhar, ha detto che “Il nome del marito è Sarbaland ed è attualmente in fuga, altri due criminali menzionati nella dichiarazione, ora sono a Kabul”. Il terribile episodio, mette in evidenza la diffusa violenza nei confronti delle donne afghane, nonostante le riforme fatte da quando il regime talebano fu rovesciato dall’intervento Nato per il loro legame con al-Qaida.

Stando a quel che si dice, l’aggressione della giovane donna, è accaduta appena 24 ore dopo dalla morte di una ventenne incinta, uccisa da componenti della famiglia del marito, nella provincia settentrionale di Faryab, ha riferito la BBC. Accusavano la donna di avere una relazione.

All’inizio dell’anno, alla ventenne Reza Gul, il violento marito le ha tagliato il naso con un coltellino. Le immagini del volto insaguinato di Reza, sono state condivise sui social scatenando rabbia: in molti hanno condannato la violenza domestica diffusa nel paese.

Il governo ha promesso di proteggere i diritti delle donne ma non ha fatto nulla per prevenire le mortali aggressioni. Nel novembre 2015, a Ghor, una giovane donna accusata di adulterio è stata lapidata e a marzo di quest’anno Farakhunda, è stata selvaggiamente picchiata e bruciata viva dopo essere stata accusata falsamente di aver dato fuoco al Corano.

La morte di Farakhunda ha innescato rabbiose proteste a livello nazionale e attirato l’attenzione mondiale sul trattamento riservato alle donne afghane.

Nel 2010, Time Magazine, in copertina ha pubblicato la foto di una ragazza di 18 anni, Bibi Aisha, il cui violento marito le aveva tagliato il naso.

La copertina ha riscosso clamore in tutto il mondo e simpatia nei confronti di Aisha che è stata accolta negli Stati Uniti e le hanno impiantato una protesi nasale.


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