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YOUTUBE Gay Pride in Turchia: proiettili di gomma, idranti della polizia e arresti

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ISTANBUL – Gay Pride con arresti in Turchia. I manifestanti hanno sfidato il divieto a manifestare imposto dal presidente Recep Tyyip Erdogan e sono stati puniti. Per il secondo anno consecutivo la marcia per l’orgoglio omosessuale che si è tenuta a Istanbul si è trasformato in un incubo per migliaia di manifestanti che sono comunque scesi nelle strade della metropoli sul Bosforo ma sono stati fermati dai proiettili di gomma e dagli idranti della polizia. Una decina di militanti è stata arrestata.

Il divieto a manifestare era stato motivato dalle autorità turche con il timore di attacchi da parte di gruppi di estrema destra e con una richiesta da parte degli organizzatori di annullare l’evento. Il comitato del Gay Pride ha però negato.

L’omosessualità in Turchia non è illegale ma l‘omofobia è molto diffusa e questo è il terzo Gay Pride consecutivo che viene bandito. Negli ultimi anni poi, la stretta autoritaria di Erdogan ha reso ancora più difficile la vita di minoranze e dissidenti.

Alla vigilia della manifestazione gli organizzatori avevano rivolto un appello a “non avere paura” e scendere in piazza: “Se sei spaventato, ti cambierai e ti abituerai. Invece dobbiamo mostrare che siamo qui per lottare in nome del nostro orgoglio”. E onorare la memoria di Hande Kader, la trans di 22 anni simbolo del Gay Pride, brutalmente uccisa lo scorso agosto. Era stata lei alla manifestazione del 2016 a sfidare gli idranti della polizia prima di essere arrestata.

Per tutto il giorno Istanbul è stata presidiata da una massiccia presenza della polizia che ha fermato chiunque portasse con sé una bandiera arcobaleno, simbolo del Gay Pride. Alcuni manifestanti sono stati persino costretti dalle forze dell’ordine a togliersi la maglietta perché aveva la scritta ‘Pride’. Gli agenti hanno impedito l’accesso a piazza Taksim, ma quando gli attivisti sono cominciati ad affluire e ad aumentare hanno cominciato a sparare proiettili di gomma per disperdere la folla.

I video pubblicati mostrano anche l’utilizzo di idranti contro i manifestanti. Secondo alcune fonti, gli attivisti gay sono stati anche attaccati da gruppi di giovani contrari al corteo e ne sono seguiti dei tafferugli. In segno di solidarietà con l’evento, il consolato olandese ha esposto una bandiera arcobaleno lungo tutta la sua facciata. Tra i militanti erano presenti rappresentanti di diversi governi europei.

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