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YOUTUBE Isis senza soldi: austerità e stipendi dimezzati

Isis senza soldi: i raid americani hanno bombardato le fonti di finanziamento dei terroristi. Le paghe dei miliziani sono state dimezzate.

ROMA – Stanno finendo i soldi di Isis: è tempo di drastici tagli di salario anche per il sedicente Stato islamico. Secondo un documento pubblicato da vari siti britannici, i fighters in Siria si sono visti dimezzare i loro ‘stipendi’ da miliziani dopo che i raid della coalizione hanno colpito le maggiori fonti di finanziamento dell’Isis, a partire dai pozzi petroliferi, e anche la cosiddetta ‘banca’ dell’organizzazione terroristica a Mosul, in Iraq, distrutta dai missili americani e che aveva al suo interno milioni di dollari finiti in fumo.

Nel documento diffuso dai tesorieri dell’Isis, riuniti nella sorta di ‘ente’ chiamato ‘Bayt Mal al-Muslimeen‘ di base a Raqqa, si afferma come “di fronte alle circostanze eccezionali che deve affrontare lo Stato islamico” sia stata decisa la drastica riduzione di paga, rispetto alla quale non può essere fatta nessuna eccezione.

Il Velino spiega che

con ogni probabilità la riduzione di stipendio è legata ai recenti bombardamenti che hanno danneggiato seriamente la capacità economica dell’IS (soprattutto dopo che la Coalizione a guida Usa e i russi hanno preso di mira i depositoi di armi, carburanti e valuta dell’organizzazione) e all’aumento del pressing subito su tutti i fronti dalla formazione terroristica. Sia nelle zone di combattimento sia in altri paesi dove si fanno sempre più serrate le attività di contrasto al finanziamento del Califfato.

In particolare la Coalizione ha assestato un colpo durissimo al Daesh quando ha bombardato il quartier generale finanziario del gruppo a Bayt al-Mal (Mosul), dove erano custoditi milioni di dollari raccolti attraverso il commercio illegale di beni archeologici e il contrabbando di petrolio e di organi, pratica che sembra la formazione stia abbandonando sempre più a seguito del fatto che gestirla è complicato e richiede macchinari particolari, il cui acquisto è facilmente tracciabile dal nemico.

L’unica “boccata di ossigeno” ai miliziani l’ha data il governatore dell’Isis a Mosul, il quale ha emesso una fatwa che permette ai membri dell’Isis di tassare ulteriormente gli abitanti locali e tenersi parte del ricavato. Questi ultimi, però, dopo oltre due anni di guerra e dittatura della formazione sono ormai alla fame e non hanno praticamente nulla da poter consegnare nelle mani del Califfato. Il provvedimento, più che a recepire ulteriori fondi, serve a limitare la fuoriuscita di guerriglieri che non giudicano più conveniente combattere la jihad del gruppo. In parte le fughe sono state arginate con le fucilazioni di massa dei disertori, ma questa pratica non durerà ancora a lungo ed è presumibile che presto si avrà notizia di ulteriori defezioni numericamente importanti.

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