Blitz quotidiano
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YOUTUBE Turchia, polizia irrompe in sede giornale. Scontri

ANKARA – Turchia, nuovo assalto alla stampa libera. Dopo l’arresto del direttore e del caporedattore del quotidiano di opposizione Cumhuriyet, negli scorsi mesi, un tribunale ha commissariato Zaman, il quotidiano di opposizione più diffuso nel Paese. Venerdì sera la polizia ha fatto irruzione nella sede del giornale, usando cannoni ad acqua e gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti che si erano radunati davanti ai cancelli della redazione.

Dopo aver disperso i manifestanti, ferendone alcuni, la polizia ha rotto il cancello ed è entrata nell’edificio per scortare all’interno i manager nominati dal tribunale e cacciare i dipendenti del quotidiano. L’accusa rivolta al gruppo editoriale Feza è di “propaganda terroristica” a favore del presunto “Stato parallelo” creato dal magnate e imam Fethullah Gulen, ex alleato diventato poi nemico giurato del presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Oltre a Zaman e alla sua edizione inglese Today’s Zaman, del gruppo editoriale Feza commissariato fanno parte anche l’agenzia di stampa Cihan, il magazine Aksiyon e la casa editrice Zaman Kitap.

Sabato mattina la polizia ha posto delle barricate all’ingresso del quotidiano per impedire il ritorno dei sostenitori del giornale. I giornalisti sono stati fatti entrare in redazione dalla polizia turca dopo un controllo di identità per ciascuno di loro. “Ecco come noi giornalisti dovremmo fare il nostro lavoro. Sotto il controllo delle forze speciali e con la polizia dentro gli uffici”, ha twittato stamani Abdullah Bozkurt, uno dei più noti editorialisti del quotidiano.

In redazione è arrivato anche il direttore Abdulhamit Bilici, accompagnato dai suoi legali. “Una pagina nera per la storia della democrazia”, è stato il suo commento.  “La polizia non ci ha fatto accedere alla nostra redazione. E’ dispotismo puro! Mi hanno preso per un braccio e strattonato….”, ha twittato Sevgi Akarcesme, direttore della versione online del quotidiano Today Zaman. “Il governo turco ha sequestrato una delle ultime voci critiche della Turchia… E’ la fine della democrazia”, ha commentato il giornalista Emre Soncan sul social dove l’hashtag #ZamanDaily sta diventando uno dei più popolari. “Un esercito di polizia dentro Zaman. Ci hanno cacciato”, ha twittato un altro giornalista.

Nonostante le forze dell’ordine abbiano fatto evacuare con la forza giornalisti e impiegati presenti nella redazione, sul sito del quotidiano commissariato da un tribunale è stata pubblicata la cronaca dell’irruzione con immagini che mostrano l’uso di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti radunati fuori dalla redazione.

Gli amministratori del quotidiano hanno però deciso di avviare la rimozione dei contenuti online del giornale e bloccare la connessione internet nella redazione, dove sono entrati ieri sera con un blitz della polizia. La decisione potrebbe preludere a un’interruzione delle pubblicazioni, in attesa della nomina di una nuova direzione del giornale.

Il direttore, Abulhamit Bilici, ha ricevuto – come altri giornalisti – una lettera di licenziamento dagli amministratori nominati dal tribunale.

LA CONDANNA INTERNAZIONALE  – La decisione del commissariamento di Feza ha scatenato le proteste della stampa indipendente turca e dei partiti di opposizione. E piovono condanne anche dall’estero, con il Consiglio d’Europa che parla di “interferenza molto grave nella libertà dei media, che non dovrebbe avere luogo in una società democratica”.

Quanto accaduto al quotidiano turco Zaman è stato condannato anche da Stati Uniti e Unione europea. La Casa Bianca ha definito il controllo da parte delle autorità turche del quotidiano d’opposizione Zaman “preoccupante”, e ha chiesto con urgenza ad Ankara il rispetto della libertà di stampa. “In una società democratica il pensiero critico va incoraggiato, non messo a tacere”, ha sottolineato.

La Commissione europea ha fatto sapere di seguire con “grande preoccupazione” ciò che sta accadendo in Turchia al quotidiano Zaman: così su twitter il commissario europeo all’allargamento Johannes Hahn. Una vicenda, sottolinea, che “mette in discussione” i progressi fatti da Ankara in altri settori. “Come Paese candidato all’adesione – sottolinea il commissario – la Turchia deve rispettare la libertà di stampa. Continueremo a monitorare attentamente la vicenda. I diritti fondamentali restano sulla nostra agenda e non sono materia negoziabile”.

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